Il 19 marzo in Italia non è solo una data sul calendario, ma un incrocio perfetto tra devozione religiosa, calore familiare e alta pasticceria. Ma vi siete mai chiesti perché festeggiamo proprio oggi e perché, tra tutti i dolci possibili, la zeppola sia diventata il simbolo indiscusso di questa giornata?
Il Legame con San Giuseppe: tra Storia e Fede
La scelta della data non è affatto casuale. In Italia e nei paesi di tradizione cattolica, la Festa del Papà coincide con il giorno dedicato a San Giuseppe. Nel 1871, la Chiesa Cattolica lo proclamò ufficialmente protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa Universale, riconoscendo in lui l’archetipo della figura paterna: dedito, protettivo e umile.
Un tempo, questa ricorrenza era un giorno festivo a tutti gli effetti anche per lo Stato italiano, con scuole e uffici chiusi. Questa consuetudine è durata fino al 1977, anno in cui la festività è stata ufficialmente abolita sul piano civile, pur rimanendo profondamente radicata nel cuore (e nel palato) dei cittadini.
Un Mondo di Papà: Date e Tradizioni diverse
Se per noi il 19 marzo è un “must”, nel resto del mondo la bussola punta verso date e origini molto diverse:
- USA e Paesi Anglosassoni: Qui la festa nasce nel 1909 dall’idea di Sonora Smart Dodd, che volle dedicare un giorno ai padri ispirandosi alla festa della mamma. Si celebra la terza domenica di giugno.
- Germania: Coincide con il giorno dell’Ascensione (40 giorni dopo Pasqua).
- Nord Europa: In Svezia, Norvegia e Finlandia i papà si festeggiano a novembre, mentre in Danimarca il 5 giugno, in occasione del Giorno della Costituzione.
- Australia: Si festeggia a settembre, salutando l’inizio della primavera australe.
La Zeppola di San Giuseppe: il Dolce che Unisce
Non esiste 19 marzo senza la mitica Zeppola di San Giuseppe. Questa soffice ciambella di pasta choux, guarnita con crema pasticcera e amarene sciroppate, vanta una storia secolare che affonda le radici in due direzioni: la leggenda e la gastronomia napoletana.
La Leggenda del “Giuseppe Friggitore”
Perché si mangiano dolci fritti? Una leggenda popolare narra che Giuseppe, per mantenere Maria e Gesù durante la fuga in Egitto, si fosse reinventato come venditore ambulante di frittelle. Per questo motivo, nei secoli scorsi, i friggitori napoletani usavano allestire dei banchetti per strada proprio il 19 marzo, offrendo zeppole calde ai passanti.
Dalle Liberalia Romane a Ippolito Cavalcanti
Le radici gastronomiche potrebbero essere ancora più antiche: nell’antica Roma, il 17 marzo si celebravano le Liberalia, feste durante le quali si friggevano frittelle nello strutto bollente.
Tuttavia, la ricetta moderna della zeppola è stata messa nero su bianco solo nel 1837 da Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino, nel suo celebre Trattato di Cucina. Da allora, la versione classica (fritta, ma ormai accettatissima anche al forno) è diventata il pilastro dolce di questa giornata.
Lo sapevi? Sebbene la zeppola sia campana d’eccellenza, ogni regione italiana ha la sua variante: dai Bignè di San Giuseppe romani alle Sfince siciliane.
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
