Una vicenda di gestione dei fondi pubblici durante le fasi più critiche dell’emergenza sanitaria si avvia verso una prima svolta giudiziaria di natura contabile. La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana ha condannato due dipendenti del dipartimento della Protezione Civile regionale, Alfio Drago e Ugo Savattiere, al pagamento in solido di un risarcimento di quasi 5,7 milioni di euro (per l’esattezza 5.696.880 euro).
I due funzionari, che hanno ricoperto rispettivamente i ruoli di Responsabile Unico del Procedimento (RUP) e Direttore dell’Esecuzione del contratto, sono stati ritenuti responsabili di danno erariale per aver avallato e approvato una fornitura di dispositivi di protezione non conformi a quanto stabilito dalle clausole contrattuali e non rispondenti agli standard previsti.
La vicenda
I fatti risalgono al giugno del 2020, durante la prima onda pandemica. La Protezione Civile regionale aveva disposto l’affidamento diretto per la fornitura di un milione di scatole di guanti in nitrile, per un valore complessivo di oltre 8,4 milioni di euro, prevedendo per contratto l’anticipo del 50% dell’importo a fronte di fattura e polizza assicurativa.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza e sostenuto in giudizio dalla Procura regionale guidata da Pino Zingale, l’azienda aggiudicataria non avrebbe rispettato gli impegni pattuiti: i materiali consegnati non solo si sono rivelati difformi da quelli richiesti, ma il quantitativo totale non è mai giunto a destinazione nella misura concordata. Ciononostante, la Regione ha erogato l’anticipazione di circa 4,2 milioni di euro per una fornitura rivelatasi poi non idonea.
La decisione dei giudici contabili
Il collegio giudicante (presidente Salvatore Chiazzese, relatore Giuseppe Di Pietro) ha accolto l’impianto accusatorio, evidenziando come i due funzionari, pur rivestendo ruoli e responsabilità differenti nell’iter procedurale, abbiano avallato e ritenuto regolare la fornitura nonostante le palesi violazioni contrattuali e le irregolarità riscontrate.
Respinte le tesi difensive presentate dai legali dei due dipendenti regionali, i quali avevano interposto argomentazioni a propria tutela e richiesto la sospensione del giudizio in attesa degli sviluppi del procedimento penale parallelo. La decisione della Corte dei Conti impone ora ai due convenuti di risarcire la somma contestata a titolo di danno erariale arrecato alle casse della Regione Siciliana.
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.