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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Inchiesta Ki Group e Santanchè, spuntano le segnalazioni dell’antiriciclaggio di Banca d’Italia: riflettori puntati su 11 operazioni sospette
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Inchiesta Ki Group e Santanchè, spuntano le segnalazioni dell’antiriciclaggio di Banca d’Italia: riflettori puntati su 11 operazioni sospette

Autore: Redazione Visualizzazioni: 66 Tempo di lettura: 5 Pubblicato il: 23/08/2026
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Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sui fallimenti delle società del gruppo biofood (Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria) – che vede tra i 16 indagati l’ex ministra ed esponente di Fratelli d’Italia Daniela Santanchè e l’ex compagno Canio Mazzaro per ipotesi quali bancarotta, falso in bilancio e truffa allo Stato – le indagini virano in modo decisivo sulla pista del “follow the money”. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, gli inquirenti stanno analizzando le Segnalazioni di Operazioni Sospette (Sos) inviate dall’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) della Banca d’Italia per ricostruire l’origine, i passaggi e i beneficiari reali di flussi finanziari ritenuti anomali.

Contents
Le 11 operazioni segnalate dalla UifIl “giro di valzer” tra Milano, la Svizzera e MonacoUn modello ricorrente

Le 11 operazioni segnalate dalla Uif

Sebbene la senatrice non sia formulata alcuna contestazione di riciclaggio a livello penale, gli atti allegati alla chiusura delle indagini evidenziano un elenco di 11 operazioni bancarie considerate “sospette” dai tecnici di Palazzo Koch tra il 2022 e il 2024:

  1. Le 9 operazioni sui conti personali: Tra il 21 febbraio 2022 e il 3 aprile 2024 vengono registrati flussi in entrata e in uscita per complessivi 213 mila euro su due conti (uno intestato direttamente a Daniela Santanchè e l’altro cointestato con il compagno Dimitri Kunz). La Uif sottolinea come l’operatività sia caratterizzata da continui trasferimenti tra società collegate (tra cui Immobiliare Dani, Visibilia Concessionaria, Thor e Le Villegiardini Real Estate), spesso con causali generiche legate a “finanziamento soci” o “aumenti di capitale”.
  2. Il bonifico da mezzo milione a Bbf Capital: Nel 2023 la Uif segnala un bonifico da 500 mila euro erogato da Ki Group Holding (società già amministrata fino al 2019 da Santanchè) a favore di Bbf Capital, holding legata al gruppo Burani. L’operazione risale al 22 agosto 2022, quando l’ex ministra non sedeva più nel board della società.
  3. Gli investimenti in Illa spa via Negma: Nel 2022 Ki Group Holding rileva l’8,4% di Illa spa (azienda produttrice di pentole). Nel 2024 l’antiriciclaggio rileva un ulteriore passaggio sospetto: il socio di maggioranza di Illa spa risulta essere la Global Growth Holding Limited, veicolo riconducibile al fondo emiratino Negma (già finanziatore di Visibilia attraverso prestiti obbligazionari convertibili).

Il “giro di valzer” tra Milano, la Svizzera e Monaco

Analizzando nel dettaglio l’operazione del 22 agosto 2022, emerge un articolato intreccio finanziario:

  • In quella stessa data, Ki Group (poi fallita) incassa 500 mila euro dal fondo emiratino Negma e gira 470 mila euro alla Bbf Capital Srl.
  • Contestualmente, Bbf Capital trasferisce 470 mila euro a Monaco, a favore della Société Monégasque de Salaisons (società senza adeguata documentazione giustificativa).
  • Pochi giorni dopo, il 6 agosto (o poche settimane prima dell’operazione di agosto), Bbf sottoscrive una lettera d’intenti con cui si impegna a reinvestire tali fondi per un aumento di capitale di una società di Canio Mazzaro.

Per gli inquirenti si profilerebbe il sospetto di una manovra circolare o di un “gioco di specchi”: utilizzare risorse provenienti da finanziamenti per mascherare riacquisti di azioni proprie o far apparire solide società in grave stato di dissesto.

Un modello ricorrente

Come ricostruito da Il Fatto Quotidiano, il legame tra il duo Mazzaro-Santanchè e i circuiti legati alla famiglia Burani o ad altri partner finanziari affonda le radici in passate operazioni societarie (dai fidi Banca Marche ai passaggi in Bioera nel 2011, fino alle vicende Pierrel e ai finanziamenti correlati con i marchi di Flavio Briatore).

Ora il quadro complessivo delle passività accumulato dalle società riconducibili all’ex ministra e all’ex compagno sfiora i 25 milioni di euro. L’attenzione dei pm milanesi resta concentrata nel chiarire se questi incroci di bonifici e prestiti abbiano avuto lo scopo di schermare l’origine dei fondi o distrarre risorse a danno dei creditori e dello Stato.

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