Mentre l’Esecutivo festeggia il primato di longevità politica della storia repubblicana, il mondo della sanità pubblica traccia un bilancio drammatico della situazione negli ospedali italiani. A lanciare l’allarme è Anaao Assomed, il principale sindacato dei medici dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che in una nota evidenzia come alla continuità di governo non sia corrisposto un reale consolidamento del sistema sanitario.
I numeri dell’emergenza
Secondo Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale di Anaao Assomed, la stabilità dell’Esecutivo si scontra con una «seconda contabilità» fatta di sofferenza strutturale:
- Oltre 10.000 medici mancanti nelle strutture ospedaliere;
- 35.000 posti letto tagliati nell’ultimo decennio;
- Più di 5 milioni di giornate di ferie mai godute dai professionisti;
- Buste paga inferiori agli standard europei, erose dall’inflazione e incastrate in rigidità burocratiche;
- Un’impennata di dimissioni volontarie e aggressioni al personale nei reparti e nei pronto soccorso.
A gravare sul settore sono anche parametri normativi ormai obsoleti, come il decreto sui fabbisogni di personale fermo al 1988 e i tetti di spesa bloccati ai livelli del 2004, che impediscono un piano straordinario di assunzioni. Critiche anche sulla gestione dell’accesso all’università: per il sindacato, l’aumento dei posti a Medicina rischia di generare precariato se non accompagnato da un pari incremento dei contratti di specializzazione e da tutele contrattuali adeguate fin dai primi anni di formazione.
Le 6 richieste al Governo
In occasione di questa tappa simbolica per l’Esecutivo, Anaao Assomed ha tracciato una roadmap in sei punti essenziali per invertire la rotta:
- Aumenti salariali reali per restituire potere d’acquisto e rendere il SSN competitivo rispetto al settore privato e all’estero.
- Flessibilità organizzativa, con modelli orari sostenibili per prevenire il burnout e favorire il work-life balance.
- Revisione della rete ospedaliera e territoriale, superando definitivamente i vincoli di spesa del 2004.
- Misure concrete sulla sicurezza contro le violenze ai danni del personale sanitario.
- Defiscalizzazione e incentivi sul lavoro ordinario, non limitati alle sole ore straordinarie.
- Contrattualizzazione degli specializzandi di area medica e non medica.
L’appello di Anaao Assomed
«Il Governo ha davanti a sé un’occasione storica: scegliere se lasciare in eredità un Servizio Sanitario Nazionale più debole o usare la propria stabilità per attuare le riforme necessarie», conclude Di Silverio. «I medici italiani non chiedono privilegi, ma le condizioni minime per continuare a curare i cittadini».
Fonte della notizia e dichiarazioni: Anaao Assomed – Comunicato Stampa del 04/09/2026
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