Una gestione improntata al massimo risparmio economico, ottenuta tagliando drasticamente sui costi e sul personale, a discapito totale della dignità e della salute degli ospiti più fragili. È questo il quadro drammatico scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Caltanissetta e coordinato dalla Procura della Repubblica, che ha portato alla chiusura di tre case di riposo e all’applicazione di misure interdittive per tre persone.
Le accuse: abbandono di incapaci e lesioni
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale nisseno ha emesso un’ordinanza che impone il divieto di esercizio d’impresa e di gestione di comunità alloggio e case di riposo per la durata di 12 mesi nei confronti di tre amministratori e responsabili delle strutture. Le accuse contestate a vario titolo comprendono l’abbandono di persone incapaci, aggravato dall’aver cagionato lesioni personali.
Degrado, caldo soffocante e tagli al personale
Le indagini hanno svelato condizioni di vita inaccettabili all’interno delle strutture. Gli anziani non autosufficienti sarebbero stati lasciati per ore nei letti sporchi di feci e urine, oppure incustoditi e caduti a terra senza ricevere alcuna assistenza tempestiva.
Dietro a queste gravissime negligenze, secondo gli investigatori, vi sarebbe una precisa e cinica logica di profitto:
- Organico ridotto all’osso: Durante i turni notturni (dalle 19:00 alle 07:00), la sorveglianza e l’assistenza di decine di anziani non autosufficienti distribuiti su più piani erano affidate a un singolo operatore socio-sanitario.
- Emergenza caldo: Nel pieno di un’estate caratterizzata da temperature roventi e picchi record proprio a Caltanissetta, i sistemi di climatizzazione sono stati lasciati spenti o del tutto assenti, esponendo i degenti al gravissimo rischio di colpi di calore e a una costante sofferenza fisica.
Il focolaio di scabbia non gestito
La situazione di profondo degrado igienico-sanitario è culminata nella scoperta di un focolaio di scabbia sviluppatosi all’interno di una delle strutture. Secondo quanto appurato dall’accusa, la problematica è stata affrontata dai gestori senza minimamente osservare i protocolli sanitari obbligatori imposti dall’ASP, mettendo ulteriormente a repentaglio l’incolumità degli ospiti.
Il blitz e i provvedimenti cautelari hanno così interrotto una gestione ritenuta pericolosa e sistematica nei doveri di cura, ponendo sotto tutela gli anziani rimasti vittima delle condotte illecite.
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