Si è conclusa con il ritrovamento delle due sorelline di 8 e 12 anni la vicenda che dal pomeriggio del 18 settembre teneva in stretta apprensione l’intera comunità di San Cataldo. Nonostante il sollievo per la loro incolumità fisica, la dinamica della loro scomparsa resta avvolta da contorni complessi e punti oscuri che la Magistratura sta cercando di chiarire.
Le due bambine, per le quali era stato attivato il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse coordinato dalla Prefettura di Caltanissetta, sono state rintracciate dai volontari della Protezione Civile all’interno del bagno di un negozio di abbigliamento in Corso Vittorio Emanuele, situato a poca distanza dalla loro abitazione.
Le prime testimonianze e la ricostruzione dell’accaduto, tuttavia, mettono in luce marcate incongruenze e versioni contrastanti:
–La versione delle minori: Agli inquirenti le due bambine avrebbero riferito di essere state condotte all’interno dell’attività commerciale da terze persone e di avervi trascorso la notte.
–La titolare del negozio: Portata in caserma per essere interrogata dai Carabinieri, la commerciante ha sostenuto di essersi accorta della presenza delle bambine all’interno dei locali per pura casualità.
–La posizione del padre: L’uomo ha riferito di aver visto le figlie l’ultima volta intorno alle 20:10 della sera precedente, quando si era allontanato per fare una spesa rapida insieme all’altro figlio. Resta sotto esame il ritardo di diverse ore nella presentazione formale della denuncia, presentata solo il mattino seguente.
L’approfondimento degli inquirenti sul contesto familiare
Le indagini lampo condotte dall’Arma dei Carabinieri stanno vagliando la sequenza dei fatti anche alla luce del quadro familiare. I genitori delle due bambine risultano separati e il nucleo familiare era già noto ai servizi sociali. In passato era stato registrato un percorso di segnalazioni relative a presunti maltrattamenti, sfociato nel temporaneo inserimento dei minori in una comunità, prima del successivo affidamento dei sei figli al padre.
L’acquisizione dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza della zona centrale di San Cataldo e l’analisi dettagliata di tutte le testimonianze serviranno a stabilire se si sia trattato di un allontanamento volontario con permanenza fortuita nel locale o se vi siano responsabilità penali terze per la mancata custodia o la sottrazione delle minori.
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