Resta altissima la tensione nello scacchiere mediorientale e nelle acque del Golfo Persico. Tra novità diplomatiche, manovre militari e minacce alla sicurezza dei trasporti marittimi ed aerei, la giornata segna importanti evoluzioni per gli equilibri internazionali.
Italia: vertice a Palazzo Chigi e rimodulazione delle truppe
Al vertice governativo tenutosi a Palazzo Chigi, l’esecutivo italiano ha affrontato la valutazione dei rischi per i militari impiegati nell’area del Golfo. L’orientamento emerso punta a una rimodulazione del contingente nazionale, che potrebbe tradursi nello spostamento delle truppe verso territori più sicuri o in una loro parziale riduzione.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha rassicurato sulla continuità operativa e sulla tutela del personale, precisando che la mossa intende garantire le attività concordate a livello internazionale (come la missione Inherent Resolve) pur inquadrando l’innalzamento delle misure di sicurezza, specialmente per gli assetti aerei. Nel vertice si è discusso anche della situazione nello Stretto di Bab el-Mandeb e del possibile potenziamento della missione europea Aspides.
USA e Iran: stoccata alle compagnie aeree e stallo diplomatico
Sul fronte statunitense, l’amministrazione guidata da Donald Trump continua la linea della “massima pressione” verso l’Iran, come ribadito dall’ambasciatore USA all’ONU Mike Waltz, pur lasciando aperta la porta a eventuali negoziati.
Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato una misura durissima: a partire dal 23 settembre, scatterà un pacchetto di sanzioni secondarie volto a bloccare l’operatività globale di tutte le compagnie aeree iraniane. Gli scali internazionali che offriranno carburante, servizi di atterraggio o vendita biglietti ai vettori di Teheran rischieranno l’esclusione immediata dal sistema bancario basato sul dollaro.
Sul piano delle operazioni militari dirette:
- Attacco fermato: Fonti diplomatiche e di stampa riportano che il presidente Trump ha bloccato all’ultimo momento l’ipotesi di unire gli USA all’offensiva dell’Arabia Saudita contro gli Houthi in Yemen.
- Tensioni a Hormuz: I Pasdaran iraniani hanno rivendicato l’abbattimento di un drone militare statunitense nello Stretto di Hormuz.
Crisi dei trasporti marittimi nello Stretto di Hormuz
La crisi nell’arteria energetica globale ha provocato un vero e proprio crollo del traffico navale. Secondo i rilievi di Kpler, durante il fine settimana appena trascorso appena 12 navi mercantili hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, a fronte delle 35 della settimana precedente e ben lontano dalle 125 navi al giorno registrate prima dell’escalation del conflitto.
A confermare i rischi reali per la navigazione, l’ente britannico per la sicurezza marittima (UKMTO) ha registrato un attacco a una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz. Raggiunta da un proiettile non identificato, l’imbarcazione ha riportato due feriti lievi tra i membri dell’equipaggio ma è riuscita a proseguire la rotta.
Il quadro regionale: Yemen, Libano e diplomazia ONU
- Yemen e Arabia Saudita: La coalizione a guida saudita accusa gli Houthi di aver lanciato un missile balistico contro Riad, mentre il movimento yemenita denuncia oltre 28 raid aerei condotti da caccia sauditi F-15 e Typhoon nelle province di Taiz, Al-Jawf e Marib.
- Libano: Raid aerei e bombardamenti d’artiglieria condotti dalle forze israeliane (IDF) hanno colpito diverse località del sud del Paese, tra cui la valle di Zibqin e l’area di Mansouri.
- Vertici a New York: A margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente statunitense Donald Trump incontrerà a New York il presidente francese Emmanuel Macron per fare il punto sulla crisi mediorientale e sulle dinamiche internazionali.
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