Dopo otto decenni, il movimento religioso dei Testimoni di Geova rivede in modo radicale una delle sue norme dottrinali più emblematiche e dibattute. I fedeli avranno la possibilità di scegliere individualmente se donare o ricevere le trasfusioni dei quattro elementi principali del sangue: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine. Continua invece a rimanere vietata la trasfusione di sangue intero prelevato da un altro individuo.
La storicità dell’annuncio è stata resa nota tramite il “2026 Governing Body Update #6”, il sesto aggiornamento ufficiale diffuso quest’anno dal Corpo Direttivo del movimento.
Cosa prevede il nuovo orientamento
La nuova direttiva estende ulteriormente le aperture introdotte nel marzo del 2026, quando era stata autorizzata l’autotrasfusione (l’impiego del proprio sangue precedentemente prelevato per interventi chirurgici). Con l’ultimo aggiornamento, la dirigenza religiosa ha precisato che il medesimo principio si applica anche ai quattro componenti primari del sangue.
Poiché globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine costituiscono la stragrande maggioranza delle procedure trasfusionali della medicina contemporanea, la decisione rappresenta un cambio di passo decisivo nelle dinamiche sanitarie e procedurali legate ai fedeli.
Le origini del divieto
La preclusione alle trasfusioni di sangue risaliva all’epoca della Seconda guerra mondiale, definita ed esplicitata sulla rivista La Torre di Guardia. Il divieto si basava su un’interpretazione letterale dei passi delle Sacre Scritture che invitano ad “astenersi dal sangue”. Per decenni, questa rigida posizione teologica ha generato complessi risvolti etici, medici e legali in contesti di emergenza sanitaria.
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