Scalinate invase dalla vegetazione, erbacce e percorsi pedonali lasciati all’abbandono. È la fotografia scattata da Marco Fasciana, che attraverso un post su Facebook ha acceso i riflettori sulle precarie condizioni d’accesso all’istituto scolastico “Pietro Leone”, lungo gli ingressi di via Lombardo Radice e via Amari.
Nel suo intervento, accompagnato da immagini esplicative, Fasciana usa toni d’amarezza per sottolineare il paradosso di una scuola già avviata da tempo ma circondata da un contesto trascurato:
«NON È UNO SCHERZO. Non lo è affatto.
Queste sono le condizioni delle scalinate e dei percorsi di accesso alla scuola Pietro Leone, da via Lombardo Radice e da via Amari.
La scuola è iniziata ormai da tempo e ci troviamo ancora davanti a una situazione a dir poco “selvatica”: gradini e passaggi invasi dalla vegetazione, erbacce ovunque, percorsi che dovrebbero essere normalmente fruibili e che invece sono abbandonati a se stessi.
Quasi a non voler far perdere l’abitudine agli studenti che hanno frequentato i campus estivi nei parchi delle zone periferiche o a non voler far dimenticare loro troppo presto il piacere delle scampagnate.
Peccato che qui non siamo in campagna. Stiamo parlando degli accessi a una scuola.
Assurdo.
Di chi è la competenza?
Io non lo so e sono legittimato a non saperlo. Sarei persino legittimato a non sapere a quale ufficio spetti tagliare un’erbaccia, ripulire una scalinata o rendere decoroso e praticabile un percorso.
Ma che chi quella competenza l’ha acquisita perché gli è stata conferita (che si chiama circa 5.000 € al mese) non ne sia a conoscenza, non ne abbia piena cognizione o, semplicemente, non intervenga, è questo l’elemento che leaves sbigottiti, sbalorditi, esterrefatti.
Le fotografie parlano da sole.
La scuola è aperta. Gli studenti la frequentano. Questi sono i suoi percorsi di accesso.
A chi compete intervenire?
E, soprattutto, quanto bisognerà ancora aspettare?»
Di fronte a immagini del genere, che si sommano alle quotidiane segnalazioni e testimonianze fotografiche diffuse da numerosi altri cittadini, non è più rinviabile una presa di posizione chiara da parte dell’amministrazione.
Sperando che chi di dovere non dichiari di non essere di sua competenza, auspicando che non si inneschi il solito ed estenuante gioco dello “scaricabarile” tra uffici e uffici, dovrebbe spiegare apertamente alla città le ragioni di uno stato di degrado così diffuso.
Un luogo frequentato ogni giorno da tantissimi alunni, bambini e famiglie dovrebbe occupare il primissimo posto nell’agenda politica dell’assessore al ramo, con interventi di pulizia e scerbatura immediati e prioritari per garantire decoro e sicurezza.

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