La tensione nella capitale ucraina resta altissima. In un contesto segnato da nuovi attacchi aerei e dall’avvertimento di Mosca ai diplomatici stranieri di abbandonare la città, il cancelliere tedesco Friedrich Merz è giunto a sorpresa a Kiev, accompagnato dalla ministra dell’Economia Katherina Reiche, per riaffermare il sostegno incrollabile della Germania e promuovere la cooperazione industriale.
Proprio durante la presenza del leader tedesco nella capitale, un raid russo ha nuovamente colpito la carreggiata del Ponte Nord (Ponte Pivnichnyj), come confermato dal sindaco Vitali Klitschko. L’attacco rientra nella preannunciata escalation di Mosca, il cui ministero della Difesa ha dichiarato l’intenzione di intensificare i raid contro le infrastrutture strategiche e militari del Paese.
Zelensky apre ai colloqui: «Pronti al vertice trilaterale»
Nonostante la pressione militare, sul fronte diplomatico si registra un’apertura da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Durante la conferenza stampa congiunta con Merz, Zelensky ha espresso la disponibilità dell’Ucraina a partecipare a un incontro trilaterale a livello tecnico condotto dagli Stati Uniti, ipotizzato negli Emirati Arabi Uniti o in un’altra sede neutrale entro la fine di ottobre. «Noi abbiamo dato risposta positiva, ora spetta alla Russia pronunciarsi», ha sottolineato il presidente ucraino.
Da Mosca, tuttavia, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ribadito una linea intransigente sulle rivendicazioni territoriali: «Siamo pronti a lottare per il Donetsk, anche per un centesimo dell’1%. È Federazione Russa e non c’è nulla da discutere».
Onu: drammatico aumento delle vittime civili
A fare da sfondo alle manovre politiche e militari vi è una situazione umanitaria sempre più drammatica. Secondo i dati presentati dall’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, Volker Türk, nei primi otto mesi del 2026 le vittime civili (tra morti e feriti) hanno superato quota 15.000, segnando un incremento del 55% rispetto allo stesso periodo del 2025.
I bombardamenti aerei russi contro abitazioni, scuole e infrastrutture critiche hanno provocato un’impennata dei feriti e dei decessi. Il rapporto evidenzia inoltre livelli scioccanti di violenze sessuali legate al conflitto, la maggior parte delle quali (89%) attribuite alle forze russe come strumento di tortura e intimidazione.
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