Esplode la bufera politica attorno alla sanzione disciplinare inflitta all’ex conduttore di Report. Il direttore dell’Approfondimento Corsini: «Un suo reintegro? Speriamo non accada». Insorgono il M5S e l’opposizione in Commissione di Vigilanza.
Nuova bufera a Viale Mazzini. La Rai ha notificato a Sigfrido Ranucci un provvedimento disciplinare che prevede dieci giorni di sospensione dal servizio e dallo stipendio. Un pugno duro arrivato però avvolto nel più totale riserbo: i vertici del servizio pubblico non hanno infatti reso note le motivazioni dettagliate alla base della sanzione, né è stata comunicata la data esatta in cui lo stop diventerà effettivo.
La provocazione di Corsini e la bufera politica
La notizia della sanzione arriva a stretto giro dalle dichiarazioni rilasciate in mattinata da Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai, il quale è tornato ad attaccare l’ipotesi di un ritorno di Ranucci al timone del celebre programma di inchiesta. «Ranucci reintegrato alla conduzione di Report? Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere, è ucronia», ha affermato Corsini, aggiungendo sibillino: «Io quello che dovevo fare l’ho fatto».
Parole che hanno immediatamente scatenato la dura reazione delle opposizioni, in particolare dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai. In una nota congiunta, i parlamentari pentastellati hanno censurato l’uscita del dirigente:
«Corsini ha giurato fedeltà alla causa e lo ha ammesso lui stesso dichiarandosi militante di Fratelli d’Italia. Ma questo non gli consente di augurarsi pubblicamente che Sigfrido Ranucci non venga reintegrato alla guida di Report. Si tratta di un’uscita indegna di qualsiasi ruolo aziendale che richieda un minimo di imparzialità.»
L’attacco del M5S si è poi esteso alla gestione complessiva dei palinsesti e dell’informazione della TV di Stato, denunciando quello che definiscono “indegna di qualsiasi ruolo che richieda un minimo di imparzialità”.
Nel mirino dei pentastellati sono finiti anche gli ascolti delle ultime scommesse editoriali della rete: «Il vero vangelo citato da Corsini è quello secondo Matteo Salvini. Il direttore sputa veleno contro Ranucci proprio mentre presenta l’ennesimo flop stagionale, sponsorizzando programmi e conduttori come Tommaso Cerno che raccolgono numeri bassissimi. Ci chiediamo se il Comitato Etico della Rai intenda intervenire o se le regole aziendali valgano soltanto quando si tratta di colpire e fare fuori Ranucci».
Mentre Viale Mazzini mantiene la bocca cucita sui dettagli tecnici del procedimento contro il giornalista, il caso Ranucci si trasforma nell’ennesimo banco di prova dello scontro politico sulla libertà di informazione e sull’indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo.
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