Tensione alle stelle a Montecitorio dopo la decisione dell’esecutivo di blindare il provvedimento sui primi tre articoli. Minoranze allineate: “Mossa che tradisce la paura della maggioranza e del voto segreto”.
Tensioni istituzionali e scontro aperto alla Camera dei Deputati. Il Governo ha posto formale questione di fiducia sui primi tre articoli del disegno di legge di riforma elettorale, recependo le modifiche precedentemente apportate durante il passaggio al Senato. La decisione ha immediatamente provocato la dura reazione dei gruppi di opposizione, che denunciano una compressione delle prerogative parlamentari.
La mossa dell’esecutivo determina la decadenza degli emendamenti presentati dai banchi della minoranza, blindando di fatto l’impianto della riforma relativa alle preferenze e al ridisegno dei collegi.
La reazione delle opposizioni: “Paura dei numeri e del voto libero”
Frontale l’attacco giunto in maniera unanime da tutte le forze di minoranza. Dalle fila dell’opposizione si accusa il Governo di aver ricorso al voto di fiducia non per arginare un presunto ostruzionismo — avendo presentato solo poche decine di emendamenti — ma per evitare il rischio di franchi tiratori nel proprio perimetro politico, specie in vista dei passaggi a voto segreto.
Federico Fornaro (Pd) ha sottolineato come la fiducia vada a scavalcare la discussione su appena 53 emendamenti: “Avete paura della tenuta della vostra maggioranza e del voto segreto”. Sulla stessa linea gli interventi di esponenti di Avs, M5S e Più Europa, che definiscono la decisione una forzatura istituzionale nei confronti della centralità dell’Aula su temi costituzionali ed elettorali.
Il calendario dell’Aula: voto finale giovedì
Con la posizione della fiducia, i lavori dell’Assemblea seguono una tabella di marcia serrata:
- Votazioni sulla fiducia: previste a scaglioni tra le giornate di martedì e mercoledì sui singoli articoli posti a blocco.
- Ordini del giorno: la discussione sui singoli Odg proseguirà fino ad eventuale seduta notturna.
- Dichiarazioni di voto e finale: la giornata decisiva sarà quella di giovedì, con le dichiarazioni di voto a partire dalle 10:30 e la votazione finale sul testo attesa entro la metà della giornata.
Nonostante le polemiche e le tensioni tra i banchi, la maggioranza si dichiara compatta nell’assicurare l’approvazione definitiva del testo nei tempi programmati.
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