Le recenti dichiarazioni diffuse dalla maggioranza consiliare non sono semplicemente un attacco politico, ma rappresentano un vero e proprio strappo istituzionale che non possiamo e non intendiamo tollerare. Liquidare l’attività ispettiva e propositiva della minoranza come “disinformazione”, “mistificazione” o “strumentalizzazione” è un espediente retorico intollerabile, utilizzato al solo scopo di silenziare il dissenso e sottrarsi al dovere della trasparenza.
L’opposizione non fa propaganda: esercita un diritto costituzionale e un mandato democratico ricevuto direttamente dai cittadini. Controllare i conti, esaminare le delibere, sollevare dubbi, pretendere chiarimenti e presentare proposte alternative non sono concessioni benevole di chi governa, ma le fondamenta stesse della democrazia. Quando la maggioranza attacca questo ruolo, non colpisce i singoli consiglieri di minoranza, ma offende gravemente la comunità di Marianopoli e quella parte di elettorato che legittimamente rappresentiamo.
L’annuncio arrogante di non voler sostenere più alcuna mozione della minoranza, a prescindere dal merito, è la prova provata di un deficit democratico preoccupante. Una maggioranza che si arrocca nel rifiuto pregiudiziale non dimostra forza, ma debolezza politica e paura del confronto. Volete votare contro le nostre mozioni? Siete liberi di farlo. Ma non potete pretendere, né con i comunicati né con le intimidazioni, che l’opposizione smetta di fare l’opposizione.
Il punto centrale della questione è di una semplicità disarmante: chi amministra ha il pieno diritto di bocciare le nostre proposte, ma ha anche il dovere categorico e inderogabile di spiegare ai cittadini le ragioni delle proprie decisioni. Se ritenete una mozione sbagliata, contestatela nel merito; se la ritenete inattuabile, spiegateci carte alla mano il perché. Questo è il confronto maturo che la cittadinanza esige.
Invece, a fronte di questo dovere di trasparenza, assistiamo a un paradosso istituzionale che desta profondo sconcerto e stupore, guidato in primis dal capogruppo di maggioranza Salvatore Bonasera. È proprio da chi dovrebbe coordinare ed esprimere la linea politica della maggioranza che arriva il segnale più preoccupante: un silenzio assoluto, totale e sistematico in aula. Il capogruppo Bonasera, insieme ai suoi consiglieri, è rimasto clamorosamente muto durante le sedute del Consiglio Comunale, compresa l’ultima in cui si sono discusse le mozioni presentate dal nostro gruppo di opposizione. Ci chiediamo come sia possibile che il portavoce ufficiale della maggioranza che non spende in aula una sola parola, che non articola un pensiero e che non motiva un singolo voto, preferendo la comodità della mano alzata in silenzio al coraggio del dibattito pubblico, all’improvviso, scrive ed invia una nota ai capigruppo di opposizione comunicando che la maggioranza non sosterrà più alcuna mozione della minoranza, a prescindere dal merito. Le difese d’ufficio e le accuse il capogruppo Bonasera non deve lanciarle comodamente nei comunicati stampa scritti a posteriori: ha il dovere di sostenerle in aula, davanti ai cittadini, parlando e assumendosi la responsabilità delle proprie posizioni.
Il Consiglio comunale non è proprietà privata del Sindaco né della sua giunta e nemmeno della maggioranza. È la casa di tutti i cittadini di Marianopoli. Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, la trasparenza diventa un obbligo ancora più stringente. Non accettiamo lezioni di correttezza da chi predica il rispetto delle regole e poi pratica l’ostracismo istituzionale.
Non ci faremo intimidire, non arretreremo di un millimetro e non saremo il vostro pubblico silenzioso. Continueremo a fare domande scomode, a pretendere l’accesso agli atti e a difendere i diritti di tutta la comunità, perché a Marianopoli non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Marianopoli, 9 ottobre 2026
Il gruppo consiliare di opposizione – “Forza Democratica Marianopoli”

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