Servizi di sicurezza in allerta rossa in tutta Europa. Secondo le agenzie di intelligence, il Cremlino sta alzando il livello della “guerra ombra”, prendendo di mira i vertici militari e l’industria bellica dei Paesi alleati.
ROMA / BRUXELLES – Un vero e proprio campanello d’allarme sta risuonando nelle capitali europee e ai vertici della NATO. Le agenzie di intelligence occidentali hanno lanciato un monito urgente: Mosca starebbe intensificando gli sforzi operativi e pianificando tentativi di assassinio mirati contro i vertici della Difesa dei Paesi europei e i leader dell’industria bellica occidentale.
L’allarme, rilanciato dalle principali agenzie internazionali, descrive un salto di qualità senza precedenti nella cosiddetta “guerra ibrida” condotta dai servizi segreti russi (in particolare dall’Unità 29155 del GRU) all’interno dei confini dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica.
Misure di sicurezza rafforzate per ministri e dirigenti
In risposta alla gravità della minaccia, i governi europei e le forze di sicurezza hanno disposto un immediato innalzamento dei livelli di protezione e vigilanza attorno ai ministri della Difesa, ai capi di Stato Maggiore e ai dirigenti delle principali aziende aerospaziali e di forniture militari.
L’obiettivo strategico di Mosca, spiegano gli analisti della sicurezza, non sarebbe solo quello di eliminare figure chiave nel sostegno militare all’Ucraina, ma anche di destabilizzare la leadership politica europea, instillare il panico tra l’opinione pubblica e interrompere le catene di approvvigionamento bellico dirette a Kyiv.
Dalla manipolazione agli attacchi mirati: l’evoluzione della “Guerra Ombra”
Fino a questo momento, la strategia russa sul suolo europeo si era manifestata prevalentemente attraverso:
- Cyberattacchi e disinformazione: Campagne volte a influenzare le elezioni e polarizzare il dibattito pubblico.
- Atti di sabotaggio e incendi provocati: Operazioni a bassa intensità spesso delegate a intermediari reclutati online e pagati in criptovalute.
Tuttavia, i recenti rapporti dell’intelligence – che fanno seguito anche a precedenti sventati complotti, come quello contro il CEO del colosso della difesa tedesco Rheinmetall – evidenziano un passaggio a tassi di rischio decisamente più elevati. Il passaggio dalle azioni clandestine di disturbo al piano di eliminazione fisica delle alte cariche militari ed esecutive segna una soglia critica che rischia di trascinare il confronto oltre i margini della guerra non convenzionale.
La risposta dell’Europa e della NATO
I vertici della NATO e delle istituzioni europee stanno intensificando la condivisione di informazioni di intelligence (intelligence sharing) per tracciare la rete di agenti operativi e reclutatori del Cremlino attivi nel continente. Come sottolineato da alti funzionari della sicurezza, la minaccia contro le democrazie europee non è più solo potenziale o confinata ai confini ucraini, ma si concretizza in una sfida diretta all’interno dei Paesi membri.
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