“I medici mi hanno trovato un nodulo al polmone allo stato iniziale e ben localizzato. Seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo”. Con queste parole, pronunciate con la consueta sobrietà e franchezza al termine della recita dell’Angelus in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha condiviso direttamente con i fedeli le sue attuali condizioni di salute.
L’intervento chirurgico, programmato per i primi giorni della settimana presso il Policlinico Gemelli di Roma, prevede una degenza post-operatoria stimata in circa sette giorni. Come confermato dal portavoce della Santa Sede, Matteo Bruni, l’agenda del Pontefice rimarrà sostanzialmente invariata, fatta eccezione per le udienze e gli impegni istituzionali strettamente raddoppiati o previsti per i prossimi giorni.
La trasparenza del Santo Padre nell’affrontare la diagnosi e la serenità con cui ha comunicato la scelta di affidarsi alle cure dei medici hanno suscitato un’immediata risposta di affetto e solidarietà da parte del mondo delle istituzioni, dei leader politici e dei rappresentanti religiosi internazionali.
Il sostegno delle istituzioni e della politica italiana
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Pontefice un messaggio a nome di tutti gli italiani, sottolineando la profonda partecipazione emotiva del Paese:
«Il popolo italiano Le è vicino e Le esprime i suoi sentimenti di affetto. Ella potrà contare, oltre che sulle preghiere dei fedeli cattolici, sul partecipe pensiero di innumerevoli persone, credenti e non credenti. Le rinnovo il più sincero augurio di una serena convalescenza e di un pronto e completo ristabilimento.»
Sulla stessa linea, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha evidenziato come l’atteggiamento del Papa sia stato di grande conforto:
«La serenità e la tranquillità con cui ne ha parlato nell’Angelus di oggi ci rincuorano. Sono certa che anche il popolo italiano non farà mancare il proprio sostegno e il proprio affetto in questa prova.»
Auguri e messaggi di pronta guarigione sono giunti in maniera trasversale da tutte le forze politiche e dai vertici delle istituzioni, tra cui i Presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, la segretaria del PD Elly Schlein, i rappresentanti dei ministri del Governo ed esponenti dell’opposizione.
La vicinanza del mondo ecclesiale e interreligioso
Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, ha invitato tutte le diocesi e le comunità parrocchiali italiane a stringersi attorno al Santo Padre con la preghiera:
«Ringraziamo Papa Leone per la semplicità e la fiducia con cui ci ha reso partecipi di questa prova. Siamo una famiglia: Santo Padre, non è solo!»
Un affettuoso messaggio è giunto anche dal cardinale Stanislaw Dziwisz, storico segretario di San Giovanni Paolo II, così come dalla Diocesi di Roma, dai Frati della Basilica di San Francesco ad Assisi e dalle associazioni dei lavoratori vaticani.
Inoltre, significativi attestati di stima e preghiera sono arrivati al di fuori della Chiesa Cattolica: comunità buddhiste e rappresentanti del mondo islamico, tra cui l’Imam Yahya Pallavicini della Coreis, hanno espresso profondo rispetto per la franchezza del Pontefice, augurandogli un rapido ritorno al suo magistero di pace.
Il messaggio dei medici e l’affetto dei fedeli
Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), ha ringraziato il Pontefice per il messaggio di fiducia trasmesso nei confronti della classe medica e delle indicazioni della scienza sanitaria:
«Affidarsi a chi ci cura significa poter contare sulla competenza, sull’ascolto e su una relazione umana che accompagna ogni scelta, soprattutto nei momenti di fragile vulnerabilità.»
Intanto, a San Pietro, la reazione calda e commossa dei fedeli e dei pellegrini presenti in piazza ha testimoniato la grande vicinanza popolare: un abbraccio corale per accompagnare il Papa nei prossimi giorni di ricovero e cura.
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