In merito alle dichiarazioni del sindaco sul presidio ospedaliero “Maddalena Raimondi”, l’Azienda Sanitaria Provinciale precisa che l’organizzazione della rete ospedaliera è fissata dalla programmazione della Regione Siciliana (D.A. n. 22/2019, in attuazione del D.M. 70/2015).
L’ASP ha il ruolo di attuare, in presenza delle risorse, quanto stabilito dal legislatore.
Presso il presidio di San Cataldo sono state attivate la Lungodegenza con n. 12 posti letto e la Medicina fisica e riabilitativa con 10 posti letto e percorsi di riabilitazione intensiva ortopedica, respiratoria e neurologica. Sono, inoltre, presenti l’Hospice, dedicato alle cure palliative dei pazienti con patologie avanzate, il servizio di Terapia del dolore e il Punto di Primo Intervento Pediatrico.
A questi servizi si aggiunge l’Ospedale di Comunità con 20 posti letto, struttura della rete territoriale pensata per i ricoveri di breve durata e per l’assistenza a pazienti clinicamente stabilizzati che non necessitano di cure ospedaliere intensive, ma che non possono essere gestiti adeguatamente a domicilio.
Non meno rilevante è il ruolo distrettuale di San Cataldo che ivi si trova, nonostante la legge preveda un numero minino di 60 mila abitanti. Pertanto, oltre all’Ospedale di Comunità, sono stati attivati tutti i servizi afferenti alla Casa di Comunità Spoke ubicata in via Bevedere.
In questo quadro si colloca anche il Centro di Pronta Accoglienza con 20 posti letto, l’unico della provincia nissena, che amplia la capacità di risposta alle dipendenze patologiche da sostanze attraverso la presa in carico immediata, la valutazione multidisciplinare, la stabilizzazione clinica e l’avvio di un percorso terapeutico. La sua presenza, insieme alle altre funzioni già operative, conferma che il presidio di San Cataldo continua a svolgere una parte significativa dell’assistenza provinciale, secondo un’organizzazione che integra attività ospedaliere, cure intermedie, riabilitazione e servizi territoriali.
Non si può certo dire che il Presidio Ospedaliero Maddalena Raimondi sia una struttura priva di funzioni, con oltre 30 posti letto attivi, strettamente integrato con il vicino Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, DEA di II livello ed una Casa di Cura accreditata col SSR.
Non risulta che il Sindaco di San Cataldo si sia opposto a questa rete ospedaliera per cui eventuali carenze o l’assenza di determinate discipline presso il Presidio Ospedaliero di San Cataldo non sono in alcun modo imputabili a questa Direzione, che ha semplicemente applicato la legge, bensì a chi illo tempore aveva la responsabilità istituzionale di vigilare, intervenire e contestare la rete ospedaliera in sede di approvazione. Dagli atti ufficiali non risulta, infatti, alcuna contestazione formale avanzata dal Sindaco di San Cataldo all’epoca della programmazione.
Per cui nessuna risposta in più si può dare oltre a tutto quanto descritto.
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