In vista del summit del Consiglio Europeo del 15 e 16 ottobre, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta in Parlamento per rendere le consuete comunicazioni sulle linee guida dell’Italia. L’intervento ha preceduto l’approvazione delle risoluzioni di maggioranza sia alla Camera che al Senato.
La posizione sull’accordo per il gasolio russo e le reazioni esterne
Al centro del discorso della premier c’è la ferma perplessità espresso sull’intesa sul gasolio russo recentemente annunciata dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump:
“L’intesa annunciata da Trump è una scelta che considero molto rischiosa. L’impennata dei prezzi è dovuta alla guerra in Iran e non a quella in Ucraina. Il rischio concreto è di offrire una legittimazione e nuove entrate a Mosca mentre le bombe continuano a cadere, indebolendo la leva sanzionatoria.”
Non si sono fatte attendere le reazioni internazionali:
- Mosca: La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha liquidato l’uscita della premier affermando lapidaria che la questione “non è affar suo”.
- Kiev: Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso immediata gratitudine verso la Meloni per la sua “posizione inequivocabile e basata sui principi”.
Difesa, sicurezza e replica alle opposizioni
Affrontando il nodo delle spese milari e della difesa in ambito UE, la premier ha risposto fermamente alle critiche delle forze d’opposizione:
- Spese militari: Maggiore flessibilità per difesa e sicurezza si traduce in risorse aggiuntive rispetto ai vincoli europei. “Non sono soldi tolti a sanità o scuola. Chi dice che siamo guerrafondai mente sapendo di farlo, ricordando che gli stessi governi precedenti approvarono aumenti di 15 miliardi in piena pandemia”.
- Ruolo dell’Europa nel conflitto: Invitando i Ventisette a nominare una figura autorevole con il mandato di rappresentare l’UE ai tavoli di pace, ha sostenuto che l’Europa non debba restare a guardare o lasciare l’iniziativa ai soli Paesi del formato E3 (Francia, Germania e Gran Bretagna).
Crisi in Medio Oriente e bilancio europeo
Durante il suo intervento, la premier ha toccato altri due dossier di rilevanza strategica:
- Medio Oriente e Mar Rosso: L’Italia si dice pronta a promuovere un’iniziativa franco-italiana per sostenere le forze armate libanesi post-Unifil. Inoltre, ha chiesto un rafforzamento immediato della missione navale Aspides per garantire la sicurezza della navigazione negli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb.
- Trattative sul Bilancio UE: Sulla scadenza di fine anno proposta dalla presidenza irlandese, la posizione italiana resta ferma: “Non firmeremo un accordo non vantaggioso solo per rispettare una data”. Meloni ha sottolineato la necessità di valutare un rimborso graduale del Next Generation EU per non soffocare le politiche nazionali.
L’esito delle votazioni parlamentari
Sia la Camera che il Senato hanno dato il via libera alle due risoluzioni di maggioranza presented prima del vertice europeo. Al Senato, il documento programmatico generale è passato con 104 voti favorevoli, mentre il focus specifico sull’Ucraina ha registrato 108 favorevoli. Le opposizioni non hanno preso parte alla seconda votazione in segno di protesta per la decisione di mantenere scissi i due testi.
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