Autotrasportatori sul piede di guerra per l’aumento sproporzionato del gasolio e i costi di navigazione. A rischio le forniture nei supermercati e i rifornimenti nell’Isola: autonomia stimata in sole 48 ore.
Nessun passo indietro e trattative al palo. Il comitato degli autotrasportatori e le associazioni di categoria della Sicilia hanno confermato il fermo dei mezzi di trasporto merci a partire dalle prime ore di venerdì 16 ottobre 2026. La protesta, nata per contrastare l’impennata dei costi del carburante e il rincaro dei trasporti marittimi, rischia di paralizzare l’intera rete distributiva regionale.
Autonomia di 48 ore: supermercati a rischio svuotamento
L’allarme lanciato dai rappresentanti del settore è netto: “In sole 48 ore la Sicilia rischia di rimanere senza rifornimenti e con gli scaffali dei supermercati vuoti”. La moderna catena di logistica «just in time», che non prevede grandi stoccaggi nei magazzini locali, subirà un contraccolpo immediato dallo stop dei pesanti galleggianti e gommati.
Se non arriveranno risposte immediate dalle istituzioni regionali e nazionali, gli autotrasportatori hanno fatto sapere che il blocco si protrarrà a oltranza oltre la scadenza iniziale del 22 ottobre.
Le cause della protesta: gasolio e tasse marittime
Alla base della mobilitazione c’è un quadro economico ormai insostenibile per le imprese di trasporto. Il prezzo del gasolio per autotrazione ha superato la soglia critica dei 2,16 euro al litro, generando un aggravio di oltre 8.000 euro all’anno per singolo veicolo.
A pesare in maniera determinante per le aziende isolane sono anche i costi della continuità territoriale e delle tratte navali:
- Aumenti sui traghetti: I biglietti per le navi cargo e i traghetti hanno subito rincari fino a 700 euro a tratta.
- Normative ETS ed emissioni: L’impatto dei costi legati alle quote di emissione europee (ETS) si è ribaltato direttamente sulle tariffe applicate dagli armatori.
- Ritardi nei sostegni: Risorse e rimborsi previsti (come le compensazioni del Sea Modal Shift) risultano ancora bloccati o liquidati con forte ritardo.
Una protesta ad ampio raggio
La mobilitazione degli autotrasportatori non sarà isolata. Attorno alla protesta del trasporto su gomma si stanno unendo anche altri settori chiave dell’economia siciliana, tra cui gli agricoltori (con presidi già segnalati nei pressi dei poli industriali e delle raffinerie) e il comparto della pesca, anch’esso allo stremo per il caro gasolio.
Gli operatori si dicono pronti a revocare lo sciopero fino all’ultimo minuto utilmente disponibile, ma chiedono impegni certi e immediati sblocchi di liquidità, prima che lo stop dei motori congeli l’economia dell’Isola.
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