Una tragica vicenda di mala sanità risalente al 2009 si chiude dopo anni di battaglia legale con una pesante condanna in sede civile per l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Caltanissetta.
L’azienda sanitaria è stata condannata dal Tribunale nisseno a risarcire 1,66 milioni di euro ai familiari di N.A., un uomo di 45 anni residente a Canicattì, deceduto nel febbraio del 2010 a seguito di una drammatica serie di negligenze ed errori medici. La somma è già stata interamente liquidata.
La vicenda e il calvario clinico
I fatti risalgono al 23 ottobre 2009, quando il paziente venne ricoverato d’urgenza nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. La diagnosi iniziale in Pronto Soccorso era già chiara: aneurisma intracranico rotto, causato da un’emorragia subaracnoidea.
Nonostante i protocolli e le linee guida mediche raccomandino un intervento tempestivo entro le 72 ore dal ricovero, la gestione dell’équipe neurochirurgica si rivelò del tutto inadeguata. L’operazione venne inspiegabilmente rinviata per ben 5 giorni, senza neppure essere pianificata.
Il 27 ottobre 2009, la situazione è precipitata: l’uomo è stato colpito da un massiccio risanguinamento che gli ha causato un idrocefalo acuto e lo ha fatto sprofondare in stato di coma. Solo a quel punto i medici decisero di intervenire con l’operazione di clippaggio dell’aneurisma, ma le condizioni del paziente erano ormai irreparabili.
Dopo mesi di calvario in Terapia Intensiva — segnati da complicanze, ischemie, infezioni ospedaliere e uno stato vegetativo — il 26 febbraio 2010 una nuova emorragia cerebrale ha condotto l’uomo al decesso, sopraggiunto il mese successivo dopo tre settimane di agonia.
Le perizie e gli errori accertati
La consulenza tecnica d’ufficio (CTU) disposta dal Tribunale — ed eseguita da un medico legale e da uno specialista in neurochirurgia — ha evidenziato una sequenza imponente di gravi errori:
- Ritardo chirurgico ingiustificato: l’attesa di 5 giorni ha esposto il paziente a un gravissimo e prevedibile rischio di risanguinamento.
- Terapia errata: prima della messa in sicurezza dell’aneurisma, al paziente è stata somministrata una terapia di iperidratazione che ha favorito l’aumento della pressione endocranica e la conseguente rottura dei vasi.
- Inadeguatezza nei controlli: è stato riscontrato l’omesso monitoraggio dei parametri pressori e la completa assenza in cartella clinica della documentazione infermieristica.
- Errore nell’intervento: la clip chirurgica posizionata per chiudere l’aneurisma è stata collocata in modo scorretto. A ciò si è aggiunta la mancata esecuzione dei controlli neuroradiologici di routine dopo l’intervento, omissione che ha impedito di correggere l’errore ed è culminata nell’emorragia fatale.
La battaglia legale e la sentenza
Nonostante la gravità dei fatti, l’ASP di Caltanissetta si era opposta al risarcimento chiedendo il rigetto delle pretese, costringendo i familiari del 45enne ad avviare un lungo contenzioso civile con l’assistenza della società Giesse Risarcimento Danni e dell’avvocato Rita Parla.
Il giudice del Tribunale di Caltanissetta, dott. Francesco Lauricella, ha accolto appieno le risultanze delle perizie tecniche. La sentenza ha riconosciuto la responsabilità dell’ASP e ha accordato alla giovane vedova e ai due figli della vittima un risarcimento di 1,66 milioni di euro, valorizzando il profondo dolore subito dalla famiglia per la perdita improvvisa del congiunto.
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.