Caltanissetta, 20 ottobre 2026 – Si è tenuta ieri una seduta cruciale del Consiglio Comunale dedicata alle interrogazioni a risposta immediata (Question Time).
Tra i vari argomenti al centro del dibattito politico, il tema più caldo ha riguardato l’esternalizzazione del servizio di Social Media Management e comunicazione digitale istituzionale, portato in aula attraverso una circostanziata interrogazione firmata dall’intera opposizione, i consiglieri Armando Turturici, Carlo Vagginelli, Federica Scalia, Annalisa Petitto, Felice Dierna, Calogero Palermo e Roberto Gambino.
La posizione dell’opposizione: Duplicazione di costi e valorizzazione delle risorse interne
L’interrogazione dell’opposizione prende le mosse dalla deliberazione della Giunta Comunale n. 99 del 1º settembre 2026, con cui l’Amministrazione ha previsto l’avvio sperimentale per la durata di un anno (rinnovabile) di un servizio esterno di Social Media Manager.
I consiglieri di minoranza hanno sollevato forti perplessità, evidenziando che:
- Risorse umane già presenti: Il Comune di Caltanissetta dispone già di un Ufficio Stampa composto da due giornalisti assunti a tempo indeterminato nel marzo 2024, i quali curano costantemente la presenza e i contenuti digitali (video, reel, caroselli, grafiche e il canale WhatsApp istituzionale).
- Presupposti normativi e regolamentari: Il Regolamento comunale approvato nel gennaio 2025 e le recenti disposizioni di legge (L. 69/2025) individuano nell’Ufficio Stampa il titolare dell’informazione e comunicazione, prevedendo che eventuali integrazioni debbano avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
- Rischio di danno erariale: L’opposizione ha richiamato anche le prese di posizione ufficiali di Assostampa e GUS Sicilia, che avevano espresso forti perplessità sul rischio di una duplicazione di costi per attività che rientrano già nelle mansioni del personale in organico.
Con un dettagliato elenco di 14 quesiti, la minoranza ha chiesto chiarimenti sui criteri della ricognizione interna, sui costi effettivi dell’operazione e sulle valutazioni comparative di economicità e convenienza.
La replica dell’Amministrazione: “L’informazione non è comunicazione strategica”
A rispondere formalmente e in aula è stato l’Assessore alla Comunicazione e Identità Nissena, Pier Paolo Olivo. Nella sua risposta scritta (prot. n. 0127709/2026), l’Assessore ha tracciato una netta linea di demarcazione tra le due funzioni:
- Informazione pubblica (Ufficio Stampa): Attività legata ai principi di terzietà e trasparenza, volta a rendere noti atti, delibere e risposte amministrative immediate ai cittadini.
- Comunicazione pubblica e Social Media Management: Una funzione complessa e strategica che attiene al marketing territoriale, alla pianificazione editoriale, alla gestione di campagne sponsorizzate e all’analisi dei dati di performance (KPI), mirata a costruire e valorizzare l’immagine e la reputazione della città.
L’Amministrazione ha ribadito che la scelta non intende sminuire il lavoro dell’Ufficio Stampa né valutare negativamente i singoli dipendenti, ma risponde all’assenza in organico di una figura specialistica di Social Media e Digital Manager coordinata da un piano strategico pluriennale. L’Assessore ha inoltre precisato che la delibera di Giunta costituisce un atto di indirizzo politico-amministrativo e che le valutazioni di dettaglio e la quantificazione dei costi saranno perfezionate nella successiva fase gestionale dagli uffici competenti.
Considerazioni e conclusioni
Al di là dei cavilli regolamentari, delle sottili distinzioni tra “informazione” e “comunicazione” e delle giustificazioni tecnico-amministrative apportate dall’Assessorato, da quanto si è visto e sentito in aula — ma anche da quello che risulta dalla documentazione di cui siamo venuti in possesso — si trae una precisa impressione di fondo.
Siamo infatti venuti a conoscenza della documentazione ufficiale completa che alleghiamo integralmente in calce a questo articolo per dovere e completezza di informazione, dato che l’Assessore ha preferito non leggerla in aula sostenendo che la lettura integrale avrebbe comportato troppo tempo.
Dall’analisi di questi atti e dal confronto in aula, l’impressione generale è che la figura del Social Media Manager sia stata maggiormente pensata non tanto per informare o rispondere ai cittadini — compito che peraltro viene già svolto egregiamente ed efficacemente dall’Ufficio Stampa comunale — ma piuttosto per contrastare le dinamiche dei social network e quanto viene scritto dagli utenti online. Sembra cioè un tentativo di arginare le continue domande dei cittadini che pongono quesiti su criticità reali, domande che spesso non trovano risposte e che, con ogni probabilità, continuerebbero a non trovarle comunque.
Il video
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