Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Enna svoltasi lunedì 26 ottobre 2026, il sindaco Mirello Crisafulli è intervenuto in aula per ribadire con fermezza la posizione dell’amministrazione e sostenere la decisione dell’Assemblea Regionale Siciliana di indicare Enna come sede del nuovo Policlinico universitario.
La difesa della scelta regionale e lo stop alle polemiche
Respingendo al mittente le accuse di “scippo” istituzionale sollevate nei confronti della città, il primo cittadino ennese ha dichiarato in aula:
«Non capisco le polemiche. Si parla di scippo, come quando ci dissero che avevamo scippato l’università o la Facoltà di Medicina. L’ultimo policlinico in Sicilia è nato circa 207 anni fa: prima Messina, poi Catania, poi Palermo. Non c’è l’esigenza di portare l’offerta sanitaria a un livello più alto e vicina alle aree interne?».
I numeri del polo sanitario ed ennese evidenziati da Crisafulli
A supporto della sostenibilità e dell’eccellenza del progetto, Crisafulli ha elencato direttamente a verbale la solidità della presenza universitaria già operante in città:
- 200 docenti della facoltà di Medicina;
- 12 reparti ospedalieri clinicizzati grazie alla sinergia con l’ateneo;
- L’integrazione del servizio di radioterapia, che secondo il sindaco rafforza ulteriormente i requisiti per la struttura.
Integrazione del territorio e l’appello del sindaco
Sempre secondo le parole pronunciate da Crisafulli, il nuovo presidio non nasce in contrapposizione con le realtà vicine, ma vuole porsi al servizio di un bacino sovracomunale ampio e integrato:
«Il policlinico va realizzato sulla base della proposta progettuale finanziata dalla legge regionale. Non abbiamo motivo di entrare in concorrenza con nessuno: le strutture delle aree interne vanno valorizzate e incluse nel progetto che stiamo costruendo. Saremo parte attiva con l’ASP di Enna e con le amministrazioni del territorio, dalle Madonie al Nisseno, dall’Agrigentino al Calatino».
Le affermazioni di Crisafulli su Caltanissetta e sull’operato degli amministratori nisseni
L’intervento del sindaco Crisafulli si configura come un diretto e inequivocabile messaggio alla vicina Caltanissetta, in cui il primo cittadino ennese rimarca con forza quelli che ritiene essere stati i ritardi storici e l’inerzia della classe politica nissena.
Ricorrendo anche a passaggi in dialetto siciliano per dare maggiore incisività al proprio discorso, Crisafulli ha evidenziato come, a suo avviso, a Caltanissetta sia stata sprecata un’opportunità ventennale, puntando il dito contro l’immobilità degli amministratori nisseni, sia del presente che del passato:
«Da vent’anni c’è un corso di laurea dell’Università di Palermo dislocato a Caltanissetta e nessuno si è mai posto il problema di clinicizzare i reparti… “Niente fecero, e ora gridano allo scippo!”»
Nelle chiare affermazioni di Crisafulli, mentre la politica nissena è rimasta inerte a guardare senza mai realizzare i passaggi propedeutici e strutturali (come la clinicizzazione dei reparti ospedalieri o la formale richiesta di un polo universitario-clinico), Enna si è mossa con tempestività. Il sindaco ha così ribadito il concetto: l’inazione degli amministratori di Caltanissetta non può oggi trasformarsi in pretestuose recriminazioni o accuse di “scippo” nei confronti di chi ha saputo costruire e programmare il risultato.
Il video
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