Una tremenda sciagura ferroviaria ha colpito la Spagna: un violento scontro tra due treni ad alta velocità, avvenuto mercoledì 28 ottobre 2026 tra le località di Los Yébenes e Urda (nella regione di Toledo), ha provocato un bilancio pesantissimo di 68 morti e decine di feriti.
Tra i passeggeri dei convogli – che trasportavano complessivamente almeno 400 persone – figurano anche nove cittadini italiani. Secondo le ultime informazioni fornite dalla Farnesina, cinque connazionali sono stati recuperati in condizioni stabili, un sesto è ricoverato in ospedale ma fuori pericolo, mentre tre donne risultano purtroppo disperse. Le autorità spagnole hanno avviato le operazioni di riconoscimento delle salme.
La dinamica e l’errore umano
Secondo quanto ricostruito dal Ministero dei Trasporti spagnolo, guidato da Óscar Puente, l’incidente è stato originato da un guasto tecnico seguito da un clamoroso errore umano.
Intorno alle 8:30 del mattino, un guasto a tre computer della rete ha mandato in tilt il sistema di controllo LZB della stazione di Urda, bloccando la circolazione su un tratto di 63 chilometri e attivando l’arresto automatico dei treni presenti. A quel punto la gestione è passata direttamente al centro di controllo Adif di Atocha, a Madrid.
Alle 8:36, tuttavia, è stata presa la decisione di far riprendere la marcia al treno Renfe (partito un’ora prima da Madrid e diretto a Siviglia) che ha tamponato violentemente la parte posteriore di un convoglio Iryo fermo più avanti lungo la linea, con il semaforo rosso. Un “errore inspiegabile”, come lo ha definito il ministro Puente, dato che il convoglio Renfe ha percorso circa 25 chilometri a 200 km/h prima dell’impatto, lasciando il tempo necessario per correggere la manovra al centro di controllo. L’urto ha causato il deragliamento di due vagoni.
La mobilitazione e il cordoglio
Immediata la mobilitazione dei soccorsi: vigili del fuoco e ambulanze dei servizi sanitari si sono precipitati sul posto per liberare i passeggeri rimasti intrappolati nei vagoni.
Il governo spagnolo, per voce del premier Pedro Sanchez, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, con le bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici fino alla mezzanotte di sabato 31 ottobre. Profondo cordoglio è stato espresso anche dai reali spagnoli e dalla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, che ha assicurato la totale vicinanza del governo italiano alla Spagna e alle famiglie delle vittime.
Per segnalazioni e richieste di assistenza, l’Unità di Crisi della Farnesina (+39 06 36225) e il Consolato Generale d’Italia a Madrid (+34 629 842 287) restano a disposizione.
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