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Studentessa assassinata a Messina: Stefano Argentino si nascondeva nel b&b della mamma ed è stato aiutato da qualcuno a fuggire

Autore: Redazione Visualizzazioni: 420 Tempo di lettura: 2 Pubblicato il: 02/04/2025 04:49
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Dalle immagini si vede Argentino aspettare la giovane fuori dal Padiglione del Policlinico dove la ragazza aveva frequentato le lezioni e poi seguirla a distanza. Sino a raggiungerla

Stefano Argentino, il 27 enne fermato con l’accusa di aver accoltellato e ucciso la collega universitaria Sara Campanella, sarebbe stato aiutato da qualcuno a fuggire e a nascondersi dopo il delitto. Lo credono gli investigatori – l’indagine è condotta dai carabinieri del comando provinciale di Messina – che l’hanno fermato la notte scorsa.

«Argentino – si legge nel fermo disposto dalla Procure – si è agevolmente dato alla fuga nelle immediatezze dei fatti potendo contare sull’appoggio di soggetti terzi, in via di identificazione, per far perdere le proprie tracce».

Il ragazzo peraltro a Noto non è tornato a casa dai genitori ma in un B&B riconducibile alla madre. L’indagine dei carabinieri si è basata sulle testimonianze di due persone che si trovavano alla fermata del bus di fronte al luogo dell’aggressione che hanno assistito alla scena. E sulle testimonianze di due colleghe della ragazza, che erano con lei sino a poco prima. Inoltre è stato fondamentale l’esame delle immagini acquisite dagli impianti di videosorveglianza del Policlinico, della Stazione di servizio e di un B&B che c’è nei pressi. Dalle immagini si vede Argentino aspettare la giovane fuori dal Padiglione del Policlinico dove la ragazza aveva frequentato le lezioni e poi seguirla a distanza. Sino a raggiungerla. A quel punto dalle immagini sembra che i due discutano, e Sara prova ad accelerare il passo sul viale Gazzi. E’ il momento in cui Argentino con uno scatto la raggiunge, la aggredisce afferrandola da dietro e colpendola. Quindi la fuga.

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