In cambio del congelamento della linea del fronte a Kherson e Zaporizhzhia. Il presidente russo: “Con Trump? Abbiamo parlato delle cause della conflitto con l’Ucraina”. Oggi la riunione del Volenterosi, in collegamento anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Vladimir Putin avrebbe chiesto il ritiro dall’Ucraina dalla regione orientale del Donetsk in cambio del congelamento della linea del fronte nelle regioni meridionali di Kherson e Zaporizhzhia durante il vertice in Alaska. Lo rivela il Financial Times, citando quatto fonti a conoscenza dei colloqui, secondo cui Donald Trump avrebbe trasmesso il messaggio al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e ai leader europei nel corso della telefonata di questa mattina. Mosca otterrebbe così il pieno controllo di un territorio che occupa parzialmente da oltre un decennio e dove le sue truppe stanno avanzando più rapidamente dal novembre scorso.
La reazione di Kiev
Fonti vicine a Zelensky hanno affermato che il presidente non accetterebbe di consegnare il Donetsk, ma che sarebbe disponibile a discutere la questione territoriale con Trump a Washington, dove è previsto l’incontro lunedì. Nel vertice in Alaska, Putin, ha chiarito di non voler abbandonare le sue richieste sulla soluzione delle “cause profonde” del conflitto. Ma, secondo un ex alto funzionario del Cremlino, il presidente russo sarebbe pronto a scendere a compromessi su altre questioni, tra cui quella territoriale, scrive il Financial times. Le forze russe controllano circa il 70 per cento del Donetsk, ma le città più a ovest restano sotto il controllo dell’Ucraina e rivestono un’importanza fondamentale per le sue operazioni militari e le difese lungo il fronte orientale.
Oggi la riunione dei Volenterosi, in collegamento anche Meloni
Si collegherà anche la premier Giorgia Meloni alla riunione di oggi, domenica 17 agosto, alle 15 della coalizione dei volenterosi, copresieduta da Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz, in vista dell’incontro di lunedì a Washington tra Trump e Zelensky. E’ quanto si apprende da Palazzo Chigi. La riunione segue il vertice di ieri in Alaska e anticipa l’incontro di lunedì a Washington tra il presidente americano e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’ultimo incontro dei Volenterosi risale a mercoledì 13.
Esperti: “Putin premiato per l’invasione”
Il vertice in Alaska, che aveva l’obiettivo di porre fine alla guerra in Ucraina, si è rivelato una “vittoria” per il presidente russo. E’ quanto sostengono gli esperti avvertendo che quello che doveva essere l’inizio di un processo di pace si è risolto con un nulla di fatto, anzi, quasi con una ‘ricompensa’ al presidente russo. Dopo il summit ad Anchorage, Trump ha insistito sul fatto che sono stati compiuti “grandi progressi”, con “molti punti” concordati e “pochissimi” ancora da definire. Eppure in Ucraina e anche nel resto del mondo ci si aspettava molto di più.
“Dopo sei telefonate Trump-Putin e cinque viaggi dell’inviato di Trump, Steve Witkoff, a Mosca, il vertice in Alaska, seguito a livello globale con tanta attesa e ansia, non è riuscito a produrre alcun risultato tangibile per fermare l’aggressione russa contro Ucraina. La Russia ha ricevuto una ricompensa per la sua invasione”, ha sostenuto Orysia Lutsevych, vicedirettrice del programma Russia ed Eurasia e responsabile del forum sull’Ucraina di Chatham House.
Ora che i due si sono incontrati, il rischio è che il presidente americano “tenti ancora una volta di intimidire Zelensky” nei prossimi incontri, ha avvertito dal canto suo Keir Giles, ricercatore associato del programma Russia ed Eurasia presso lo stesso think tank britannico, che ritiene che ora il presidente ucraino possa essere ritenuto da Trump come un “bersaglio più facile, su cui è più disposto a esercitare influenza”. Un altro rischio è che i leader europei possano pensare che il “pericolo imminente sia passato”, tanto da “adagiarsi sugli allori”.
Secondo Neil Melvin, direttore della sicurezza internazionale del Royal United Services Institute (Rusi), il leader del Cremlino ha lasciato il summit considerandolo un vero successo: “Vladimir Putin è andato al vertice in Alaska con l’obiettivo principale di bloccare qualsiasi pressione sulla Russia e considera l’esito del vertice una missione compiuta”. “Il presidente russo non ha fatto concessioni. Inoltre, è riuscito a presentarsi come se fosse uguale al presidente degli Stati Uniti”, ha detto Melvin aggiungendo: “È chiaro che Putin non vuole la pace”.
Fonti: “Trump propone a Kiev garanzie di sicurezza senza ingresso in Nato”
Secondo quanto ha riferito all’Afp una fonte diplomatica informata sulla telefonata tra Trump, Zelensky e i leader europei, gli Stati Uniti hanno proposto all’Ucraina garanzie di sicurezza simili a quelle della Nato, ma senza l’adesione al blocco. “Come una delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, la parte americana ha proposto una garanzia di tipo non Nato articolo 5, presumibilmente concordata con il leader russo Vladimir Putin”, ha detto la fonte.
Fonte Adnkronos

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