Accelerazione a sorpresa sul Ddl: intesa su terzo mandato per i sindaci (fino a 15mila abitanti) e consigliere supplente. Ma l’obbligo del 40% di donne assessore minaccia rimpasti generalizzati in Sicilia e a Caltanissetta si aprirebbe a un rimpasto obbligatorio
A sorpresa, e frutto di un patto trasversale di maggioranza sulle riforme chiave, l’Assemblea Regionale Siciliana ha calendarizzato per il prossimo 13 gennaio la ripresa del voto sulla riforma degli enti locali, un testo atteso e discusso da oltre due anni.
Il provvedimento, spinto in particolare dal presidente della commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate (Dc), presenta tre punti nevralgici, due dei quali sembrano aver trovato un largo consenso.
Terzo Mandato per i Sindaci che sarerrebbe consentito ai primi cittadini dei Comuni con popolazione compresa tra i 5.000 e i 15.000 abitanti. Questa accelerazione, come rivela il capogruppo forzista Stefano Pellegrino, è stata impressa per dare certezza alle regole in vista delle Amministrative di primavera, su richiesta dell’Anci.
Consigliere Supplente: Verrebbe introdotta la figura del consigliere supplente, ovvero il primo dei non eletti che subentra al consigliere nominato assessore per la sola durata dell’incarico in giunta. Una norma che, pur moltiplicando le poltrone, è vista come un’agevolazione per la governabilità.
Ma c’è l’articolo che scatenerebbe il rimpasto in varie giunte, quello delle quote di genere
Il vero scoglio politico e il punto di scontro più acceso resta l’articolo che introduce l’obbligo per i sindaci di nominare almeno il 40% degli assessori di sesso femminile. Questa norma, volta ad adeguare la Sicilia agli standard nazionali, costringerebbe a un rimpasto obbligatorio nella quasi totalità delle amministrazioni comunali dell’Isola.
L’impatto di questa norma si rende evidente in comuni come Caltanissetta.
Attualmente, la giunta nissena è composta dal sindaco e da 9 assessori ma con solo due donne, Candura e Falcone. In questo scenario, l’obbligo del 40% imporrebbe che il numero minimo di donne debba raddoppiare.
Un obbligo che di fatto renderebbe il rimpasto non una possibilità, ma una necessità immediata, e rischierebbe di far saltare certi accordi, ancora in attesa, con possibili ripercussioni in aula nei numeri tra maggioranza e opposizione.
Mentre per le prime due norme non dovrebbero esserci problemi all’interno della maggioranza all’ARS, sulla norma del 40%, il fronte è incerto.
Sono favorevoli Movimento 5 Stelle, PD e alcuni pezzi del centrodestra, con in testa Marianna Caronia di Noi Moderati, ma la possibilità che l’articolo venga esaminato con il voto segreto rende l’esito finale imprevedibile, data la reticenza di molti amministratori maschi al riequilibrio forzato.
Ma ci sono altre norme contrastate.
La riforma include anche disposizioni molto dibattute, quali ad esempio l’ennesimo aumento del gettone dei consiglieri dei Comuni con più di 50.000 abitanti, maggiori possibilità per consiglieri e assessori di assentarsi dal lavoro per partecipare ai lavori istituzionali e la sanatoria stipendi, quest’ultimo articolo bloccherebbe la restituzione di parte degli stipendi incassati negli anni scorsi da sindaci e consiglieri, dopo che un censimento Istat ha ridimensionato la fascia demografica di diversi Comuni, abbassando di conseguenza il valore economico delle indennità.
La seduta del 13 gennaio si preannuncia tesa, con il centrodestra che sembra viaggiare compatto sul terzo mandato e sul consigliere supplente, ma che rischia una forte spaccatura sulla questione delle quote rosa.
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o