In risposta a chi in queste ore, e non è la prima volta, ci accusa di “copiare” articoli, vogliamo ristabilire la verità dei fatti e sottolineare alcuni punti fondamentali sul lavoro giornalistico e l’etica professionale.
Una notizia, soprattutto quando si basa su fatti pubblici o eventi oggettivi, ha una fonte primaria che è accessibile a tutti.
Il venire a conoscenza di certi fatti non è un diritto esclusivo, tutti noi abbiamo contatti, amici e conoscenti in vari ambienti, ospedale compreso.
La notizia in questione, intasamento al P.S. Di Caltanissetta, è stata ampiamente trattata non solo dalla nostra testata, ma anche da molte altre realtà online e cartacee di primo piano.
Inoltre una persona a noi amica è purtroppo dovuto ricorrere al P.S dove si trova da ieri pomeriggio e ci ha raccontato quanto sta accadendo in queste ore.
L’affermazione che stiamo “copiando” un singolo articolo ignora la natura stessa della diffusione delle informazioni.
Noi, al contrario di quanto spesso accade in questo settore, abbiamo sempre avuto la massima cura nel citare e fare riferimento alle fonti, cosa che altri spesso non fanno.
Forse che quando si pubblicano notizie a livello nazionale o internazionale loro sono sul posto e hanno raccolto loro le notizie? O copiano con l’aggravante di non citare la fonte?.
La trasparenza è un nostro principio cardine ed è particolarmente fastidioso vedere ripetersi questa accusa infondata, che sembra mirata unicamente a screditare il nostro lavoro.
È curioso notare come alcuni “solerti” commentatori e sedicenti “difensori della verità” , siano pronti a ergersi a giudici unicamente contro la nostra testata.
Cortesemente guardatevi intorno e prima di sputare sentenze affrettate, esaminate con lo stesso rigore critico tutte le altre testate, comprese chi non perde occasione per criticarci, soprattutto quelle che spesso dimenticano di citare l’origine delle loro informazioni, riproducendo interi pezzi.
L’omertà verso i le testate “amiche” e la critica virulenta verso il nostro lavoro palesa una chiara malafede e parzialità.
È bene ricordare che un’accusa di questo tipo, ripetuta e priva di fondamento, e volta a minare la credibilità e l’immagine della nostra testata, è potenzialmente diffamatoria e lesiva dell’immagine.
Non essendo veritiera, segnaliamo questo episodio agli organi competenti locali e ci riserviamo il diritto di valutare se questa condotta e queste continue insinuazioni non veritiere debbano essere portate all’attenzione degli organi competenti regionale e nazionale per la tutela della nostra integrità professionale.
Ringraziamo i nostri lettori per il sostegno e auguriamo a tutti una Buona Epifania. Ad Maiora
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