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Giubileo, Papa Leone XIV chiude la porta Santa della Basilica di San Pietro

Last updated: 07/01/2026 7:22
By Redazione 86 Views 11 Min Read
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Il pontefice si è inginocchiato sulla soglia e, dopo un momento di preghiera silenziosa, ha chiuso personalmente i due grandi battenti di bronzo

Contents
L’OMELIA DI PAPA LEONE XIVPAPA: “UN’ECONOMIA DISTORTA PROVA A TRARRE DA TUTTO PROFITTO”L’ANGELUS: “BASTA INDUSTRIA DELLA GUERRA”IL RITO DELLA MURATURAMONSIGNOR FISICHELLA: “IL MONDO INTERO È VENUTO A ROMA. GIUNTI OLTRE 33 MILIONI DI PELLEGRINI”Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

ROMA – Papa Leone XIV ha chiuso la porta Santa nella Basilica di San Pietro, recitando la preghiera di ringraziamento: “Si chiude questa Porta Santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza”. Il pontefice si è inginocchiato sulla soglia e, dopo un momento di preghiera silenziosa, ha chiuso personalmente i due grandi battenti di bronzo.

“Con animo grato ci accingiamo a chiudere questa Porta Santa, varcata da una moltitudine di fedeli, sicuri che il buon Pastore tiene sempre aperta la porta del cuore per accoglierci tutte le volte che ci sentiamo stanchi e oppressi”, ha detto Prevost chiudendo il Giubileo 2025 dedicato alla speranza.

Il Santo Padre presiede la celebrazione della Santa Messa dell’Epifania del Signore in programma dopo il rito all’interno della Basilica Vaticana. Presenti il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al termine della celebrazione, Leone XIV terrà l’Angelus.

L’OMELIA DI PAPA LEONE XIV

“Ogni volta che si tratta delle manifestazioni di Dio, la Sacra Scrittura non nasconde questo tipo di contrasti: gioia e turbamento, resistenza e obbedienza, paura e desiderio”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della messa per l’Epifania. “Celebriamo oggi l’Epifania del Signore, consapevoli che in sua presenza nulla rimane come prima”, l’esordio dell’omelia, tutta giocata sul contrasto tra la figura di Erode e quella dei Magi. “Questo è l’inizio della speranza”, ha spiegato Leone XIV: “Dio si rivela e nulla può restare fermo. Finisce un certo tipo di tranquillità, quella che fa ripetere ai malinconici: ‘Non c’è niente di nuovo sotto il sole’. Inizia qualcosa da cui dipendono il presente e il futuro, come annuncia il Profeta: ‘Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te’”.

“Sorprende il fatto che ad essere turbata sia proprio Gerusalemme, città testimone di tanti nuovi inizi”, ha commentato il Pontefice: “Al suo interno, proprio chi studia le Scritture e pensa di avere tutte le risposte sembra aver perso la capacità di porsi domande e di coltivare desideri. Anzi, la città è spaventata da chi viene a lei da lontano, mosso dalla speranza, al punto da avvertire una minaccia in ciò che dovrebbe al contrario darle molta gioia. Questa reazione interpella anche noi, come Chiesa”.

“Il Giubileo è venuto a ricordarci che si può ricominciare, anzi che siamo ancora agli inizi, che il Signore vuole crescere fra di noi, vuole essere il Dio-con-noi”, ha proseguito il Papa. “Sì, Dio mette in questione l’ordine Esistente”, ha affermato Leone XIV: “ha sogni che ispira anche oggi ai suoi profeti; e determinato a riscattarci da antiche e nuove schiavitù; coinvolge giovani e anziani, poveri e ricchi, uomini e donne, santi e peccatori nelle sue opere di misericordia, nelle meraviglie della sua giustizia. Non fa rumore, ma il suo Regno germoglia già ovunque nel mondo”. “Quante epifanie ci sono donate o stanno per esserci donate!”, ha esclamato Leone: “Vanno però sottratte alle intenzioni di Erode, a paure sempre pronte a trasformarsi in aggressione”.

“La Porta Santa di questa Basilica, che, ultima, oggi e stata chiusa, ha conosciuto il flusso di innumerevoli uomini e donne, pellegrini di speranza, in cammino verso la Citta dalle porte sempre aperte, la Gerusalemme nuova”, ha detto il Papa. “Chi erano e che cosa li muoveva?”, si è chiesto Leone XIV: “Ci interroga con particolare serietà, al termine dell’anno giubilare, la ricerca spirituale dei nostri contemporanei, molto più ricca di quanto forse possiamo comprendere. Milioni di loro hanno varcato la soglia della Chiesa. Che cosa hanno trovato? Quali cuori, quale attenzione, quale corrispondenza?”.
“Si, i Magi esistono ancora”, ha assicurato il Papa: “Sono persone che accettano la sfida di rischiare ciascuno il proprio viaggio, che in un mondo travagliato come il nostro, per molti aspetti respingente e pericoloso, sentono l’esigenza di andare, di cercare”.

“Homo viator, dicevano gli antichi. Siamo vite in cammino”, l’immagine scelta dal Papa: “Il Vangelo impegna la Chiesa a non temere tale dinamismo, ma ad apprezzarlo e a orientarlo verso il Dio che lo suscita”, l’appello di Leone XIV: “È un Dio che ci può turbare, perché non sta fermo nelle nostre mani come gli idoli d’argento e d’oro: e invece vivo e vivificante, come quel Bambino che Maria si trovo fra le braccia e i Magi adorarono”.

PAPA: “UN’ECONOMIA DISTORTA PROVA A TRARRE DA TUTTO PROFITTO”

“Attorno a noi, un’economia distorta prova a trarre da tutto profitto”, ha denunciato il Papa. “Lo vediamo”, ha proseguito: “Il mercato trasforma in affari anche la sete umana di cercare, di viaggiare, di ricominciare”. “Chiediamoci: ci ha educato il Giubileo a fuggire quel tipo di efficienza che riduce ogni cosa a prodotto e l’essere umano a consumatore?”, la proposta per un esame di coscienza: “Dopo quest’anno, saremo più capaci di riconoscere nel visitatore un pellegrino, nello sconosciuto un cercatore, nel lontano un vicino, nel diverso un compagno di viaggio?”.

“Il modo in cui Gesù ha incontrato tutti e da tutti si e lasciato avvicinare ci insegna a stimare il segreto dei cuori che lui solo sa leggere”, l’indicazione di rotta di Leone XIV: “Con lui impariamo a cogliere i segni dei tempi. Nessuno può venderci questo. Il Bambino che i Magi adorano è un Bene senza prezzo e senza misura. È l’Epifania della gratuità. Non ci attende nelle ‘location’ prestigiose, ma nelle realtà umili”. “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda”, l’altra citazione del Vangelo di Matteo: ”Quante città, quante comunità hanno bisogno di sentirsi dire: ‘Non sei davvero l’ultima’”.

L’ANGELUS: “BASTA INDUSTRIA DELLA GUERRA”

“Gli estranei e gli avversari diventino fratelli e sorelle, al posto delle diseguaglianze ci sia equità, invece dell’industria della guerra si affermi l’artigianato della pace. Tessitori di speranza, incamminiamoci verso il futuro per un’altra strada”. Queste le parole di Papa Leone XIV pronunciate oggi all’Angelus.

Il Pontefice ricorda il ruolo dei Re Magi, che “presentano al Bambino Gesù dei doni preziosi: oro, incenso e mirra. Non sembrano cose utili a un bambino, ma esprimono una volontà che ci fa molto pensare, giunti al termine dell’Anno giubilare. Dona molto chi dona tutto”.

“Non sappiamo che cosa possedessero i Magi, venuti dall’oriente, ma il loro partire, il loro rischiare, i loro stessi doni ci suggeriscono che tutto, davvero tutto ciò che siamo e possediamo, chiede di essere offerto a Gesù, tesoro inestimabile- spiega Leone XIV- E il Giubileo ci ha richiamato a questa giustizia fondata sulla gratuità: esso ha originariamente in sé stesso l’appello a riorganizzare la convivenza, a ridistribuire la terra e le risorse, a restituire “ciò che si ha” e “ciò che si è” ai sogni di Dio, più grandi dei nostri”.

IL RITO DELLA MURATURA

Come spiega VaticanNews, la muratura vera e propria della porta Santa “avverrà solo successivamente, in forma privata, circa dieci giorni dopo”. Un rito ufficiale che consiste nel “costruire il muro di mattoni all’interno della Basilica per sigillare la Porta Santa“. Al suo interno “verrà inserita, durante il rito, la tradizionale capsula metallica (capsis), contenente il verbale di chiusura, le monete coniate durante l’anno giubilare e le chiavi della porta“.

MONSIGNOR FISICHELLA: “IL MONDO INTERO È VENUTO A ROMA. GIUNTI OLTRE 33 MILIONI DI PELLEGRINI”

“Il mondo intero è venuto a Roma, da ben 185 Paesi. Sono giunti a Roma 33.475.369 pellegrini che hanno portato con sé le attese e aspettative di ognuno. Le previsioni sono state superate e da maggio abbiamo registrato un picco inaspettato- ha detto alla vigilia della chiusura monsignor Rino Fisichella, responsabile per il Vaticano per il Giubileo – Dall’Europa sono giunti il 62% dei pellegrini- ha aggiunto- il 16% dall’America del nord, e il 9,5% dall’America Latina. Il primo Paese rappresentato è stato l’Italia con il 36,3%, seguito dagli statunitensi con il 12,5%, dagli spagnoli al 6% e dai brasiliani con il 4%. 35 sono stati i grandi eventi”.

Fonte Agenzia Dire www.dire.it Di Vittorio Di Mambro Rossetti e Giusy Mercadante

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