Presentato a Roma il comitato “Società civile per il no” con la segretaria dem e il presidente M5s Conte. “Torna la casta dei politici, vogliono scardinare il nostro sistema costituzionale”, attacca il leader dei pentastellati. Presenti all’evento anche i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il premio Nobel Giorgio Parisi
Al Centro congresso Frentani di Roma è stato presentato il comitato “Società civile per il no” al referendum sulla giustizia. Presenti la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5s Giuseppe Conte, i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il premio Nobel Giorgio Parisi. La leader dem attacca il governo: “Vinceremo le prossime elezioni, e non vogliamo una riforma che ci consenta di controllare la magistratura, ma vogliamo essere controllati. Così funziona una democrazia”. E ancora: “Il premierato, la riforma della giustizia, la riforma della Corte dei Conti, la riforma che hanno in piano per mettere un membro nominato dal governo nei Cda di ogni università. È la mania del controllo da parte di chi governa”. Le fa eco il leader dei pentastellati, secondo cui la riforma rappresenta “il ritorno della casta dei politici, degli intoccabili, di chi vuole avere le mani libere e non vuole rispondere di nessun contropotere”.
Schlein: “La democrazia non è un assegno in bianco”
Alla presentazione, come detto, era presente anche Schlein. “Voglio rispondere da qui al ministro Nordio che disse: ‘Non capisco perché Schlein non capisca se la riforma della giustizia serva anche a loro’. Gli rispondo da qui dicendo: no, non vogliamo che ci serva. Noi vinceremo le prossime elezioni e non vogliamo una riforma che ci consenta di controllare noi la magistratura, ma vogliamo essere controllati. Così funziona una democrazia”. Schlein attacca: “La democrazia non è un assegno in bianco per cinque anni per chi prende un voto in più alle elezioni. È una cosa diversa, è il principio che i nostri costituenti hanno fissato per cui a ogni potere si pone un limite adeguato in un equilibrio complesso di pesi e contrappesi che sono al servizio dei cittadini”. E poi sottolinea: “La separazione dei poteri è un principio che difende i cittadini, che da soli non hanno il potere e i soldi per far valere altrimenti le proprie ragioni”.
Schlein: “Il governo non sa scrivere le leggi”
Schlein ha poi nuovamente attaccato l’esecutivo: “Questo governo in tre anni ha fatto la riforma sull’autonomia differenziata bocciata dalla Corte costituzionale; ha fatto dei centri inumani, illegali e vuoti in Albania bloccati perfino dalla Corte europea di giustizia e ha fatto l’unico investimento nelle sue Manovre, di 13 miliardi (sul ponte sullo Stretto), bocciato dalla Corte dei Conti. Allora loro gridano al complotto ma non è colpa dei giudici se questo governo non sa scrivere le leggi”.
Conte: “Con la riforma ritorna la casta dei politici”
Per il leader del M5s Conte, la riforma della giustizia rappresenta “il ritorno della casta dei politici, degli intoccabili, di chi vuole avere le mani libere e non vuole rispondere di nessun contropotere. Perciò li dovremo contrastare e fare capire che i cittadini diventeranno tutti di serie B rispetto ai privilegiati della politica, ai colletti bianchi e agli imprenditori amici. Per noi vale ancora il principio che la legge è uguale per tutti”. Conte aggiunge: “Rappresento una forza politica che fin dall’inizio si è battuta contro un disegno di legge pericoloso. L’abbiamo fatto convintamente perché riteniamo che si inquadri in un processo più ampio e che ha un obiettivo preciso di una politica di destra”, ossia quella di “restituire il primato alla politica, scardinare il nostro sistema costituzionale e il principio dell’equilibrio dei poteri in base al quale la politica sia contrastata giustamente da un sistema di pesi e contrappesi. Ma se hai l’investitura popolare non puoi fare quello che ti aggrada ma devi rispettare i principi dello stato di diritto. Anche io, che ho un ruolo in Parlamento che sono stato presidente del Consiglio, devo rispettare la legge che è uguale per tutti. Anzi, io che sono un politico e ho un incarico pubblico sono investito di una maggiore responsabilità e devo rendere conto dell’operato e del rispetto delle leggi in modo ancora più trasparente”.
Conte: “Le parole di Meloni fanno accapponare la pelle”
Conte attacca il governo: “La presidente Meloni ha detto cosa da fare accapponare la pelle: governo e giudici devono lavorare nella stessa direzione, cioè una segnalazione da parte delle forze di polizia deve essere raccolta e non discussa dai giudici? Allora non c’è un contropotere, così si vuole il potere sottomesso al potere”.
Avs: “Una controriforma, i giudici sono l’ossessione della destra”
“Meloni ha confessato, c’è poco da girarci intorno. La sua conferenza stampa è stata un lungo attacco nei confronti della magistratura, un lungo lavoro di delegittimazione della magistratura. È l’ossessione della destra italiana da trent’anni. I giudici sono l’ossessione di questa destra e con questa controriforma vogliono portarne a casa lo scalpo”, ha afferma Fratoianni di Avs. “È una controriforma che non risolve in nessun modo i problemi della giustizia italiana, non interviene sulla lunghezza del processo, sulla carenza degli organici e sulla digitalizzazione del fascicolo”, ha detto. Secondo Bonelli di Avs, il governo ha “paura, paura che i cittadini capiscano fino in fondo cosa sta accadendo. Per questo accelerano, forzano i tempi e provano a far passare come riforma della giustizia quello che in realtà è uno smantellamento sistematico dei controlli democratici. Non assumono magistrati, non riducono la durata dei processi penali e civili, non migliorano l’accesso alla giustizia per i cittadini. Non c’è nulla di riformatore in ciò che stanno facendo”.
Landini: “Il governo vuole cambiare radicalmente la Costituzione”
“Siamo qui oggi perché quello che sta facendo il governo con questo intervento non c’entra nulla con la riforma della giustizia. Far funzionare meglio la giustizia vuol dire fare assumere i 12mila giovani precari, che invece a luglio rischiano di essere a casa. Significa fare quegli investimenti che sono necessari per far funzionare meglio la giustizia, ridurre i tempi e garantire la certezza. La divisione delle carriere non c’entra assolutamente nulla ed è evidente il disegno politico di questo governo è mettere in discussione e cambiare radicalmente la nostra Costituzione”, ha detto il segretario della Cgil Landini. A intervenire anche il Nobel Parisi: “Il referendum ha un’importanza politica e noi dobbiamo difendere l’indipendenza della magistratura da attacchi che vengono dal governo e da precise posizioni politiche. I romani avevano il principio del ‘divide et impera’: è evidente che un Consiglio superiore della magistratura diviso a pezzi è infinitamente più debole di un singolo Consiglio ed è più facile fare pressioni su un consiglio piccolo”.
Fonte SkyTg24
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