in arrivo una nuova stangata sulle tariffe telefoniche, sia fisse sia mobili. Nel 2026 le famiglie italiane pagheranno dai 12 ai 60 euro in più all’anno per ogni utenza. A calcolare quale sarà la spesa effettiva è il Codacons
Ci sono diversi fattori a giustificare i rincari del nuovo anno: un po’ l’adeguamento all’inflazione e un po’ la fine della cosiddetta ‘guerra dei prezzi’ che negli scorsi anni ha portato al ribasso le tariffe. A questi elementi si aggiunge la necessità di investimenti in tecnologie. Tutte ragioni per cui i principali operatori telefonici hanno fatto scattare una serie di ritocchi verso l’alto sulle diverse offerte a partire da gennaio. “Le principali compagnie telefoniche hanno comunicato aumenti tariffari -riporta il Codacons – che vanno da un minimo di 1 euro al mese a un massimo di 5 euro al mese, a seconda dell’offerta sottoscritta”.
Consigli per i consumatori
L’associazione ricorda come in caso di modifiche unilaterali delle condizioni tariffarie, i consumatori “possano sempre recedere gratuitamente dai contratti sottoscritti, senza alcuna penale né costi di disattivazione dei servizi, e passare ad altro operatore”. “Per esercitare il diritto di recesso – spiega l’associazione – i consumatori hanno varie opzioni: è possibile inviare una raccomandata al proprio gestore o una comunicazione via Pec, oppure contattare il servizio clienti dell’operatore, o in alternativa utilizzare gli appositi form pubblicati sui siti internet delle società telefoniche”.
“Quando si verifica una modifica unilaterale dei contratti che introduce un incremento delle tariffe è importante verificare se l’offerta sottoscritta faccia ancora al caso nostro, o se sia meglio approfittare delle proposte commerciali di altri gestori – spiega il presidente Assium, Federico Bevilacqua – Una operazione non certo semplice, considerato che il mercato della telefonia appare sempre più come una giungla dove per il consumatore non è facile districarsi tra offerte, promozioni e condizioni contrattuali molto differenti”.
Non solo tariffe telefoniche, tutti i rincari previsti nel 2026
Il maggior esborso a carico dei consumatori si affianca a rincari di altre voci in vigore a inizio anno: pedaggi autostradali (+1,5% l’adeguamento tariffario a seguito della sentenza della Consulta), accise sul gasolio e, per effetto delle misure decise nella Manovra del governo, i pacchi postali (2 euro per quelli sotto i 150 euro provenienti da fuori Ue) le sigarette (fino a 15 centesimi in più a pacchetto) e l’Rc Auto (visto l’incremento dell’aliquota sulle polizze infortunio conducente collegate alla Rc Auto). Aumenti i quali, va ricordato, si innestano su un’inflazione che secondo i dati preliminari dell’Istat, nel 2025 è salita dell’1,5% (contro il +1% del 2024) con un’accelerazione a dicembre (+1,2% e +0,2% sul mese) dopo la frenata di autunno.
Secondo una stima diffusa di recente dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori i rincari in arrivo nel 2026 complessivamente, raggiungeranno quota +672,60 euro annui a famiglia. “Una cifra notevole, nonostante le riduzioni previste nel settore dell’energia” dice l’associazione. E Assium, l’associazione italiana degli Utility Manager rileva che, considerato che la spesa delle famiglie italiane per i servizi telefonici di linea fissa e mobile si attesta a 22,6 miliardi di euro annui, i rincari avranno “un impatto enorme” sulla spesa collettiva anche se “di piccolo importo”.
Fonte SkyTg24
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