L’inchiesta per corruzione e peculato che vede coinvolto il deputato regionale di Forza Italia, Michele Mancuso, ha scatenato un’ondata di reazioni durissime da parte delle opposizioni e del mondo sindacale. Al centro delle critiche non c’è solo il singolo episodio giudiziario, ma quello che viene definito un vero e proprio “metodo” di gestione del potere nell’isola.
Per Anthony Barbagallo (Segretario regionale PD), l’indagine su Mancuso è solo l’ultimo capitolo di una serie di scandali che hanno colpito la maggioranza di centrodestra. Barbagallo denuncia una “distorta concezione della ricerca del consenso” e un “metodo criminogeno” a cui è necessario opporsi.
Sulla stessa linea il Movimento 5 Stelle: Nuccio Di Paola definisce la richiesta di arresto un “sonoro schiaffo alla credibilità del governo Schifani”, Ida Carmina parla di una “Regione usata come bancomat” e di un’Ars trasformata in “snodo di intermediazione opaca”, invocando una rottura netta con la cultura della tangente. Roberto Gambino (ex Sindaco): Ha suggerito a Tesauro di prendere formalmente le distanze da chiunque risulti coinvolto nell’inchiesta a qualsiasi titolo.
Particolarmente dura la posizione di Ismaele La Vardera (Controcorrente) e Carmelo Miceli, che parlano apertamente di un “Sistema Caltanissetta”. I due esponenti politici puntano il dito contro la “gestione delle mancette”, ovvero l’uso discrezionale di fondi pubblici da parte dei singoli deputati senza criteri oggettivi. La Vardera e Miceli hanno chiesto le dimissioni immediate del sindaco di Caltanissetta, Walter Tesauro, annunciando una conferenza stampa per approfondire gli “scenari inquietanti” emersi.
Anche la CGIL prende posizione. Il segretario regionale Alfio Mannino parla di “degrado morale delle istituzioni” e spesa pubblica fuori controllo, mentre a livello locale Rosanna Moncada auspica un forte segnale di discontinuità.
Dal PD nisseno, Renzo Bufalino e Carlo Vagginelli denunciano una gestione del potere “spregiudicata e opaca”. Greta Tassone e Davide Chiarenza rilanciano proposte concrete: Istituzione di una Commissione Antimafia comunale. Accelerazione sulla gestione dei beni confiscati: dei 62 assegnati al Comune, oltre il 40% è ancora inutilizzato.
Dall’altra parte della barricata, il centrodestra serra i ranghi facendo appello al garantismo, pur non nascondendo lo scosso per l’indagine.
Antonio Tajani (Ministro degli Esteri): Ha ribadito la linea del partito: “Sono garantista e credo nella presunzione d’innocenza fino alla condanna definitiva”.
Il sindaco Walter Tesauro pur ammettendo lo “sgomento”, ha espresso piena fiducia nella magistratura. Ha confermato che l’amministrazione proseguirà nel segno della legalità e ha avuto un confronto diretto con l’assessore Toti Petrantoni (FdI) per fare il punto sulla tenuta della giunta.
Da quello che si legga su La Sicilia il sindaco rientrato in Comune, ha voluto avere un confronto a quattro occhi con Toti Petrantoni, l’assessore di Fratelli d’Italia agli spettacoli.
L’elenco degli indagati è più lungo rispetto ai nomi che il procuratore De Luca ha voluto rendere noti «per per evitare erronee interpretazioni circa l’identità degli stessi».
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