Il ministro israeliano Smotrich attacca il piano di pace di Trump per Gaza e invita gli israeliani a stabilirsi nella Striscia
La fragile tregua a Gaza continua a causare tensioni all’interno del governo israeliano. A riaccendere la miccia sono le dichiarazioni del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che ha chiesto apertamente al premier Benjamin Netanyahu di annullare il piano di pace per Gaza promosso dal presidente statunitense Donald Trump. Infatti, secondo il ministro e leader dell’estrema destra israeliana, l’attuale tregua – che tra le altre cose non ha mai completamente fermato gli scontri tra Idf e Hamas – è “dannosa per lo Stato di Israele”.
Smotrich, in un intervento shock, ha attaccato in particolare il Centro di coordinamento civile-militare istituito dagli Stati Uniti nel sud di Israele alla fine dello scorso anno, chiedendone l’immediato smantellamento e la rimozione di Paesi come Egitto e Gran Bretagna che, a suo dire, minano la sicurezza di Tel Aviv. Ma il leader dell’estrema destra, come spesso accade, ne ha davvero per tutti.
Subito dopo, infatti, ha preso di mira anche Turchia e Qatar, affermando con decisione che “continuano a sostenere Hamas” e che, per questo, non sarebbero diversi dal movimento islamista “nella loro aspirazione a distruggere lo Stato di Israele”. “Erdogan è Sinwar, il Qatar è Hamas, non c’è differenza”, ha spiegato Smotrich con dichiarazioni che sicuramente infuocheranno il Medio Oriente.
Smotrich prima ringrazia Trump, ma poi chiede di annullare il piano di pace del tycoon per Gaza: “È dannoso per Israele”
Pur riconoscendo il sostegno di Trump a Israele, Smotrich ha chiarito che questo non basta a giustificare l’attuazione del piano. “È giunto il momento di ringraziare il presidente degli Stati Uniti per la sua buona volontà e per l’aiuto nel ritorno degli ostaggi – ha detto – ma dobbiamo spiegargli che il suo piano è dannoso e va annullato”.
Non soddisfatto, il ministro delle Finanze ha poi rilanciato con un messaggio ancora più controverso, invitando gli israeliani a stabilirsi a Gaza. In un intervento riportato dall’emittente Channel 12, Smotrich ha parlato della necessità di “correggere il peccato dell’espulsione” e di ricostituire gli insediamenti distrutti, citando in particolare Gush Katif, nel sud della Striscia. Un riferimento diretto allo sgombero degli insediamenti israeliani del 2005, che per Smotrich resta una ferita aperta.
Il ministro ha infine chiamato in causa Netanyahu, accusando la leadership di non aver imparato nulla da anni di terrorismo e da due anni di guerra, evocando anche il trauma storico della Shoah.
Fonte lanotiziagiornale.it di Franco Pigna
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