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Migranti, Alarm Phone: “Naufragio nel Mediterraneo, almeno 50 morti e un superstite”

Last updated: 25/01/2026 16:34
By Redazione 120 Views 5 Min Read
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“Il sopravvissuto ha raccontato che il gruppo di migranti era partito dalla Tunisia e aveva navigato per 24 ore in acqua”. Cei: “Ancora morti nel disinteresse dell’Europa”

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Cei: “Ancora morti nel disinteresse dell’Europa”Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

Probabile nuovo naufragio nel Mediterraneo centrale. Secondo quanto riferito dall’organizzazione Alarm Phone su X “un migrante è stato salvato in acque internazionali ed è stato sbarcato a Malta. Le autorità maltesi hanno confermato il salvataggio del migrante che ha raccontato che almeno 50 persone sono morte lo scorso venerdì in un naufragio nel Mediterraneo centrale. Il sopravvissuto ha raccontato che il gruppo di migranti era partito dalla Tunisia e aveva navigato per 24 ore in acqua”. Alarm Phone da giorni segnala di non avere più notizie di persone partite dalla Tunisia su tre imbarcazioni.

Una donna e un bambino sono invece stati trovati morti al largo dell’isola greca di Ikaria, nel nord del Mar Egeo, dopo il naufragio di un’imbarcazione che trasportava più di 50 migranti, secondo quanto riferito dalla polizia portuale. “Cinquanta migranti sono stati recuperati e sono stati presi in carico dalle autorità, ma altre tre persone risultano ancora disperse”, ha precisato una portavoce della guardia costiera.

“È in corso un’operazione di soccorso con una nave della guardia costiera, mentre nel corso della giornata è atteso l’arrivo di una squadra di soccorritori e sommozzatori”, ha aggiunto la stessa fonte. I forti venti di forza 6 sulla scala Beaufort rendono difficili i soccorsi, secondo l’emittente televisiva pubblica Ert. Ikaria si trova vicino alle coste occidentali della Turchia, da dove partono persone in cerca di asilo nell’Unione Europea.

E’ di qualche giorno fa la denuncia di Save the Children di due gemelle di un anno risultano disperse in mare dopo la traversata di una barca sulla quale viaggiavano migranti partiti dalla Tunisia e diretti in Italia, mentre un uomo è morto dopo essere arrivato a destinazione. Circa 60 le persone a bordo, tra cui la madre delle gemelle, che sono state tratte in salvo sull’isola italiana di Lampedusa. “Due gemelle di un anno sono disperse in mare e un uomo è morto dopo che ieri 61 persone sono sbarcate a Lampedusa”, ha affermato l’organizzazione.

Cei: “Ancora morti nel disinteresse dell’Europa”

“Ancora morti nel disinteresse dell’Europa”. Lo denuncia mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei che si occupa di immigrazione nonché presidente della fondazione Migrantes dopo l’ennesimo naufragio al largo della Tunisia. “Ancora morti nel Mediterraneo: 50 di una imbarcazione partita dalla Tunisia. Dopo l’accordo con il governo di Bengasi le partenze dei migranti scelgono le coste tunisine. Ancora morti nel disinteresse dell’Europa. Ancora donne, uomini e bambini – sottolinea all’Adnkronos l’esponente della Cei – che non avranno mai un nome e un volto”. “Tra l’altro il numero di morti in questi giorni potrebbero essere quasi 400 per il tempo avverso, sempre di navi partite dalla Tunisia. Quando – scuote le coscienze mons. Perego – l’Europa rispondera’ all’appello di Papa Francesco nella sua visita a Lampedusa, ‘dov’è ‘ tuo fratello?’, e rinnoverà un’operazione condivisa di tutti i 27 Stati nel soccorso in mare?”.

Fonte Adnkronos

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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