Dietrofront del Ministero delle Infrastrutture dopo la rivolta dei magistrati contabili e i rilievi del Quirinale. La norma che svuotava i controlli sulla maxi-opera verso la riscrittura.
Il “muro” alzato dalla Corte dei Conti e le perplessità trapelate dal Quirinale sembrano aver segnato il punto di arresto per l’ultimo blitz normativo sul Ponte sullo Stretto. Matteo Salvini, Ministro delle Infrastrutture, si prepara a una parziale ritirata: la norma che puntava a limitare drasticamente i poteri di controllo dei magistrati contabili sull’iter dell’opera sarà, con ogni probabilità, rimodulata prima di approdare in Consiglio dei Ministri.
Al centro del caso c’è una bozza del Decreto Infrastrutture che prevedeva una blindatura giuridica senza precedenti per il progetto. Il testo puntava a:
Impedire alla Corte dei Conti di verificare gli atti “correlati e presupposti” della delibera Cipess (già bocciata dai magistrati a ottobre e introdurre una protezione per l’intero iter — dal decreto di “resurrezione” del 2023 fino all’approvazione finale — limitando la responsabilità per eventuali danni alle casse pubbliche ai soli casi di “dolo”. Una sorta di immunità per la “colpa grave”.
La reazione dei magistrati contabili non si è fatta attendere. L’associazione di categoria ha denunciato il rischio di un “aggiramento” dei rilievi di legittimità, parlando apertamente di una norma che permetterebbe di procedere senza sanare le violazioni di legge già accertate.
Tuttavia, il peso specifico maggiore lo hanno avuto i dubbi del Quirinale. Gli uffici di Sergio Mattarella avrebbero avviato un’interlocuzione con il Ministero (Mit) evidenziando profili di incostituzionalità: limitare i poteri di un organo di rilievo costituzionale come la Corte dei Conti per una singola opera pubblica creerebbe un precedente pericoloso.
Nonostante il dietrofront tecnico sembri ormai certo, il Ministro Salvini non rinuncia alla polemica politica. “È incredibile che si contestino i contenuti di un decreto che ancora non esiste nella sua versione definitiva”, ha ribattuto il leader leghista, insinuando che le proteste nascondano un pregiudizio ideologico contro il Ponte.
Una strategia comunicativa già vista in passato (come per il decreto Sicurezza), volta a derubricare a “bozze non ufficiali” i testi che finiscono sotto la lente dei controllori.
Dura la critica del fronte ambientalista e delle opposizioni. Angelo Bonelli (Avs) parla di un tentativo di garantire “l’immunità a Salvini e Ciucci” (l’AD della società Stretto di Messina), mentre Barbara Floridia (M5S) definisce “inaccettabile” qualsiasi tentativo di eludere i controlli per decreto.
La partita si sposta ora sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Resta da capire quanto della norma originale sopravviverà e se il Governo deciderà di proseguire quella che molti osservatori definiscono una vera e propria “crociata” per ridimensionare il ruolo della magistratura contabile.
Questo in sintesi quello che si legge su ilFattoQuotidiano articolo a firma di Carlo Di Foggia
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