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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Nave russa al largo della Sardegna: le tre ipotesi e l’allerta della Nato
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Nave russa al largo della Sardegna: le tre ipotesi e l’allerta della Nato

Last updated: 06/02/2026 6:55
By Redazione 96 Views 6 Min Read
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Vicino si trova il poligono interforze di Quirra, uno dei principali centri di sperimentazione militare della Nato in Italia

Contents
La rotta anomala dello Sparta IVPerché preoccupa: la “nave fantasma” e la zona sensibileLe ipotesi: trasbordo, intelligence o provocazioneI precedentiSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

Una nave cargo russa fa la spola al largo della Sardegna per ore, a poche miglia dal poligono militare di Quirra. La Sparta IV, unità della flotta logistica del Ministero della Difesa russo, ha tracciato un “movimento a pendolo” anomalo al largo dell’Ogliastra tra il 2 e il 4 febbraio, attirando l’attenzione della Nato e della Guardia di Finanza italiana. Non è la prima volta che navi di Mosca solcano le acque sarde, ma questa volta la rotta stride con le dichiarazioni ufficiali e alimenta le tensioni sulla strategia russa nel Mediterraneo.

La rotta anomala dello Sparta IV

La Sparta IV è un cargo ro-ro (roll-on/roll-off) specializzato nel trasporto di veicoli militari e munizioni, gestito dalla compagnia Oboronlogistics, controllata dal Ministero della Difesa russo. Partita dalla Siria, la nave avrebbe dovuto dirigersi verso Gibilterra attraversando il Mediterraneo occidentale. Invece, dal 2 febbraio ha iniziato a spostarsi restando sempre tra le 20 e le 30 miglia nautiche dalla costa orientale della Sardegna, davanti ad Arbatax-Tortolì.

Il sito specializzato Itamilradar, che monitora le rotte di navi e aerei militari nel Mediterraneo, ha definito il comportamento “non tipico del traffico commerciale” e ha rilevato che “suggerisce un intenzionale andirivieni piuttosto che una necessità di navigazione”. La mattina del 4 febbraio, un velivolo P-72B della Guardia di Finanza decollato da Pratica di Mare ha sorvolato la zona per circa un’ora.

Perché preoccupa: la “nave fantasma” e la zona sensibile

Nota come “nave fantasma” per la capacità di spegnere il sistema Ais (Automatic Identification System) durante le navigazioni (eludendo in un colpo solo il monitoraggio internazionale e le sanzioni), la Sparta IV non è una nave qualsiasi. Nel suo curriculum ci sono trasporti di sistemi d’arma e munizioni dal Mar Nero verso la Siria, oltre a passaggi documentati nel Mediterraneo orientale scortata da unità militari russe.

La posizione scelta per il “pendolo” rende la situazione ancora più delicata. La Sardegna rappresenta infatti un nodo strategico per il controllo del Mediterraneo centrale, crocevia tra Europa, Africa e Medio Oriente. A poche decine di chilometri dalla rotta anomala si trova il poligono interforze di Quirra, uno dei principali centri di sperimentazione militare della Nato in Italia, dove vengono testati avanzati sistemi di armi. Poco distante c’è la base aerea di Decimomannu, utilizzata dall’aeronautica statunitense.

Le ipotesi: trasbordo, intelligence o provocazione

Cosa stava facendo davvero la Sparta IV? Gli analisti avanzano tre ipotesi principali. La prima riguarda un possibile trasbordo di materiale sensibile verso un’altra nave o un sottomarino russo, operazione che richiederebbe un’area relativamente riparata e lontana da rotte commerciali frequentate. Il movimento a pendolo permetterebbe di attendere il punto di incontro senza destare troppi sospetti.

La seconda ipotesi si concentra su attività di intelligence marittima: raccolta di dati sulle rotte Nato, mappatura dei fondali, intercettazione di comunicazioni o monitoraggio delle infrastrutture sottomarine come cavi e condotte. La Sardegna è attraversata da cavi di telecomunicazioni che collegano l’Europa al Nord Africa e al Medio Oriente, infrastrutture critiche per le comunicazioni militari e civili.

La terza possibilità è quella di un segnale politico, una dimostrazione di forza per ricordare alla Nato che Mosca può operare indisturbata anche vicino alle coste europee. Non a caso, la presenza di navi russe nel Mediterraneo è aumentata sensibilmente dopo l’invasione dell’Ucraina, richiedendo un incremento delle attività di sorveglianza e pattugliamento nelle aree strategiche.

I precedenti

Non è la prima volta che la Sardegna finisce al centro dell’attenzione per attività marittime russe. A gennaio 2026, la nave spia Yantar è stata individuata a sud dell’Isola, con ipotesi di operazioni di monitoraggio sottomarino. Nel febbraio 2025, il sottomarino Krasnodar e il rimorchiatore Churov sono transitati nel canale di Sardegna sotto stretto monitoraggio della Guardia di Finanza e dell’Aeronautica Militare. Sempre a febbraio 2025, una flottiglia di otto navi russe partite dalla Siria ha attraversato il canale di Sardegna, incluse fregate, navi da sbarco, portacontainer e petroliere.

Al momento, la Sparta IV ha ripreso rotta verso ovest. Le autorità italiane non hanno segnalato violazioni dello spazio aereo o delle acque territoriali, ma il livello di allerta è alto.

Fonte Adnkronos Euro-Focus

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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