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“La parità non si negozia”: fronte comune delle parlamentari siciliane per le quote rosa

Last updated: 17/02/2026 11:13
By Redazione 261 Views 4 Min Read
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Flash mob e conferenza stampa a Palazzo dei Normanni: quindici deputate di ogni schieramento difendono la norma sul 40% di donne nelle Giunte comunali contro lo spettro dei franchi tiratori.

Il Palazzo dei Normanni si tinge di una compattezza trasversale che raramente si vede nelle aule parlamentari. Oggi, martedì 17 febbraio, quindici deputate dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) hanno scelto la via della mobilitazione pubblica per difendere un principio che definiscono “non negoziabile”: la presenza garantita di almeno il 40% di donne nelle Giunte comunali dell’isola.

La protesta nasce come risposta diretta allo stallo legislativo degli ultimi giorni. La norma, già realtà nel resto d’Italia, ha subito una brusca frenata a causa di dinamiche parlamentari opache. Le deputate denunciano apertamente come la riforma degli enti locali sia finita “ostaggio dei franchi tiratori”, rischiando di naufragare nel segreto dell’urna.

L’elenco delle firmatarie testimonia la natura bipartisan dell’iniziativa, unendo forze di maggioranza e opposizione:

– Centrodestra: Bernardette Grasso, Margherita La Rocca, Luisa Lantieri (FI); Elvira Amata, Giusy Savarino (FdI); Nunzia Albano, Serafina Marchetta (DC); Marianna Caronia (Noi Moderati).

–Opposizioni: Ersilia Saverino, Valentina Chinnici (Pd); Roberta Schillaci, Lidia Adorno, Stefania Campo, Cristina Ciminnisi, José Marano (M5S).

Oltre alla parità di genere, la battaglia si allarga alla qualità della democrazia locale. Roberta Schillaci (M5S) ha infatti sottolineato la necessità di approvare l’intero pacchetto di riforme, incluso il cosiddetto “Tagliando antifrode” per le elezioni amministrative, strumento ritenuto essenziale per garantire la trasparenza del voto insieme agli articoli già licenziati dall’aula.

A dare manforte alle parlamentari è scesa in campo anche la componente giovanile. Irene Ferrara, rappresentante degli studenti nel CdA di Ersu Palermo, ha portato la voce delle nuove generazioni:

“La politica deve essere praticata anche da chi ne subisce gli effetti diretti. Non possiamo accettare che una misura di civiltà rischi di essere bocciata da un voto segreto.”

Secondo Ferrara, la quota del 40% non è un semplice numero, ma un prerequisito indispensabile per una democrazia moderna che voglia dirsi realmente rappresentativa.

Il flash mob di oggi pomeriggio rappresenta l’ultima trincea prima del ritorno della legge in aula. Il messaggio inviato ai colleghi uomini e ai vertici dei partiti è chiaro: la Sicilia non può più permettersi di restare un passo indietro rispetto agli standard di civiltà del resto del Paese. La parità nelle amministrazioni locali è un diritto, non una concessione soggetta a scambi politici.

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