Un percorso tra arte, fede e memoria nel cuore di Caltanissetta.
Ieri, sabato 7 marzo, alle ore 11:00, si è svolta a Caltanissetta la passeggiata culturale “Piazza Garibaldi narrata: tra Arte, Fede e Parola”, guidata da Gero Casano.
L’iniziativa, gratuita e aperta alla cittadinanza, supportata dal gruppo “Turista a Caltanissetta… la
tua città”, parte della community whatsapp “Insieme per… Caltanissetta”, ideata e amministrata
da Salvatore Rizzo, ha offerto ai partecipanti un momento di scoperta e riflessione su alcuni dei
luoghi simbolo del centro storico: la Fontana del Tritone, la Chiesa di San Sebastiano e la
Cattedrale di Santa Maria La Nova.
L’incontro ha rappresentato un’occasione per osservare la piazza non solo come spazio urbano,
ma come luogo ricco di stratificazioni storiche, artistiche e culturali.
Letteratura e arte per raccontare la città
Durante il percorso si è parlato di arte, architettura e memoria culturale, richiamando figure della
letteratura come Vincenzo Consolo e Leonardo Sciascia, insieme a importanti maestri dell’arte
come Michele Tripisciano, Guglielmo Borremans e Filippo Paladini.
Il percorso è stato arricchito da momenti di declamazione letteraria interpretati dalle artiste
nissene Gabriella Taca e Michela Rosa Lauria.
I brani, scelti da Gero Casano, sono stati tratti dall’opera Le pietre di Pantalica (1988) di Vincenzo
Consolo, in particolare dal racconto “Le Chesterfield”. Le letture, proposte durante la passeggiata,
hanno dato vita a un suggestivo dialogo tra letteratura e paesaggio urbano.
L’artista Daniela Micu Galiano invece ha dato voce, in modo ipotetico e profondamente
introspettivo, a un pensiero che sembra provenire dal maestro Michele Tripisciano: una lettera
rivolta al primo cittadino di Caltanissetta, dedicata alla cura e all’attenzione verso la Fontana del
Tritone.
Un gesto artistico e simbolico che invita a riflettere sul valore della memoria, dell’arte e dei luoghi
che rappresentano l’identità della nostra città.
Le riflessioni dei cittadini sul patrimonio urbano
L’osservazione diretta dei luoghi ha fatto emergere anche alcune riflessioni sullo stato di cura del
patrimonio urbano. In particolare sono state evidenziate criticità legate alla manutenzione della
Fontana del Tritone e alla pavimentazione della piazza, che appare in parte danneggiata.
Queste osservazioni hanno suscitato tra i partecipanti interrogativi sulla qualità degli interventi
pubblici e sull’importanza di preservare con maggiore attenzione i beni comuni della città.
Sono emerse inoltre considerazioni sul decoro urbano e sulla trasformazione della piazza nel
tempo: dalla scomparsa dei grandi lampioni storici alle difficoltà legate alla gestione degli spazi
pubblici nel centro storico.
All’interno della Cattedrale di Santa Maria La Nova è stata inoltre notata l’assenza di alcuni
affreschi, probabilmente dovuta a interventi del passato o ai danni subiti durante i bombardamenti
del 1943 nel corso della Seconda guerra mondiale.
Il desiderio di valorizzare l’identità storica della piazza
Tra i desideri condivisi dai partecipanti vi è quello di vedere più spesso aperta la Chiesa di San
Sebastiano e di valorizzare maggiormente l’identità storica della piazza.
Si è ricordato, ad esempio, come un tempo i portoni delle palazzine che circondano la piazza
fossero dipinti di verde, un dettaglio che contribuiva all’armonia cromatica dell’insieme
architettonico.
Non sono mancate riflessioni anche sul nome stesso di Piazza Garibaldi, talvolta oggetto di
discussione tra alcuni cittadini, non per opposizione all’unità d’Italia, ma per una rilettura critica di
alcune scelte storiche che hanno inciso sul patrimonio religioso ed economico della Sicilia.
La scarsa presenza dei giovani
Tra gli aspetti che hanno fatto riflettere i partecipanti vi è stata anche la scarsa presenza dei
giovani.
Un elemento che invita a promuovere con ancora maggiore impegno iniziative culturali capaci di
coinvolgere le nuove generazioni e di trasmettere loro la conoscenza e l’amore per il patrimonio
storico della città.
Ringraziamenti e partecipazione
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al maestro pasticcere nisseno di fama internazionale
Lillo Defraia, presente per un momento all’incontro, e a tutti coloro che hanno contribuito a
rendere la passeggiata un’occasione di conoscenza e condivisione.
Un sentito grazie va inoltre a Gero Casano per aver guidato con passione e ricchezza di dettagli la
passeggiata culturale nel cuore di Caltanissetta, intrecciando racconti, riferimenti culturali e
riflessioni civiche.
Una richiesta che racconta il bisogno di cultura
La passeggiata culturale è stata così apprezzata e coinvolgente che è già stata avanzata la
richiesta di riproporre lo stesso percorso, per permettere anche ad altri cittadini curiosi di
partecipare e scoprire queste meraviglie di Caltanissetta.
Un segnale positivo che dimostra quanto iniziative culturali di questo tipo sappiano risvegliare
interesse, partecipazione e senso di appartenenza.
Forse è proprio questo uno dei bisogni più profondi della comunità nissena: occasioni semplici
ma autentiche per ritrovarsi attorno alla propria storia, alla propria cultura e alla propria città.
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