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Cronaca

Caso Oristano: La Digos chiede l’elenco dei presenti in Tribunale, scoppia il caso politico, ma la Questura smentisce

Last updated: 10/03/2026 19:50
By Redazione 155 Views 6 Min Read
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Pd, M5S e Avs insorgono contro quella che definiscono una “schedatura inaccettabile” durante un incontro pubblico sulla giustizia. Presentata un’interrogazione parlamentare ai ministri Piantedosi e Nordio.

Contents
L’affondo del Partito DemocraticoM5S e Avs: “No a pratiche di monitoraggio”Le richieste al GovernoLa Questura smentisce: “Mai chiesto l’elenco dei partecipanti in Tribunale”La replica della Questura: “Solo vigilanza”Il fronte delle opposizioni: resta la richiesta di chiarezzaSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

Un’iniziativa pubblica nata per avvicinare i cittadini alle istituzioni si è trasformata in un caso politico nazionale. Al centro della vicenda quanto accaduto nel Tribunale di Oristano, dove due agenti della Digos avrebbero richiesto alla cancelleria l’elenco dei partecipanti a un incontro divulgativo sul funzionamento della macchina giudiziaria.

L’affondo del Partito Democratico

I parlamentari dem Debora Serracchiani (responsabile Giustizia) e Silvio Lai hanno immediatamente annunciato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia.

“Se confermato, si tratterebbe di un fatto gravissimo”, dichiarano i due esponenti PD. “Chiedere i nomi dei presenti a un evento pubblico produce un effetto intimidatorio incompatibile con la partecipazione civica. È ancora più preoccupante che avvenga durante una campagna referendaria sulla riforma della Costituzione: i cittadini devono poter discutere liberamente senza il timore di essere schedati.”

M5S e Avs: “No a pratiche di monitoraggio”

Non si sono fatte attendere le reazioni delle altre forze di opposizione:

–Sabrina Licheri (M5S): La senatrice ha definito “inaccettabile” che una lezione sulla giurisprudenza si trasformi in una potenziale operazione di polizia. “Identificare chi partecipa a un evento divulgativo non può diventare un metodo di intimidazione”.

–Francesca Ghirra (Avs): La deputata parla di pratiche incompatibili con lo Stato di diritto, sottolineando il rischio di un “effetto dissuasivo” sulla libertà dei cittadini di informarsi e partecipare alla vita pubblica.

Le richieste al Governo

L’opposizione compatta chiede ora chiarezza assoluta su tre punti fondamentali:

  1. Chi ha disposto la richiesta dell’elenco nominativo.
  2. Qual è la base normativa che giustificherebbe tale identificazione in un contesto pubblico e pacifico.
  3. Quali fossero le finalità reali dietro l’acquisizione dei nomi.

La vicenda solleva un dibattito profondo sul confine tra sicurezza e libertà civica, in un momento delicato in cui il rapporto tra cittadini, politica e magistratura è sotto la lente d’ingrandimento della riforma costituzionale.

La Questura smentisce: “Mai chiesto l’elenco dei partecipanti in Tribunale”

Dopo le dure reazioni di Pd, M5S e Avs, la Polizia chiarisce: “Servizio di vigilanza ordinario per un obiettivo sensibile. Nessuna schedatura dei cittadini.”

Si smorza, almeno sul piano procedurale, il caso politico scoppiato a Oristano. Con una nota ufficiale, la Questura ha smentito categoricamente le indiscrezioni secondo cui alcuni agenti della Digos avrebbero richiesto alla cancelleria del Tribunale i nomi dei cittadini presenti a un incontro pubblico lo scorso 7 marzo.

La replica della Questura: “Solo vigilanza”

Secondo quanto diffuso dalle autorità di pubblica sicurezza, la presenza degli agenti rientrava in un piano di monitoraggio standard.

–Nessuna lista: La nota smentisce esplicitamente che operatori della Polizia di Stato abbiano avanzato richieste di elenchi nominativi.

–Obiettivi sensibili: L’attività era finalizzata alla protezione del Palazzo di Giustizia, considerato “obiettivo sensibile”, per prevenire eventuali disturbi o iniziative estemporanee che potessero compromettere il regolare svolgimento dell’evento.

–Finalità preventiva: La Questura sottolinea che l’iniziativa era già nota agli uffici e che il servizio aveva scopi puramente preventivi e di ordine pubblico.


Il fronte delle opposizioni: resta la richiesta di chiarezza

Nonostante la smentita, il polverone sollevato dalle opposizioni non si placa del tutto. I parlamentari del Partito Democratico, Debora Serracchiani e Silvio Lai, insieme a Francesca Ghirra (Avs) e Sabrina Licheri (M5S), mantengono alta l’attenzione sulla vicenda.

Le interrogazioni parlamentari presentate ai ministri Piantedosi (Interno) e Nordio (Giustizia) mirano a verificare se vi sia stato un corto circuito comunicativo o un eccesso di zelo. Per gli esponenti politici, l’ipotesi di una “schedatura” in un contesto divulgativo e durante una delicata fase di dibattito sulle riforme costituzionali avrebbe rappresentato un “grave precedente intimidatorio”.

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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