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Iran, il debutto di Mojtaba Khamenei: “Vendetta per i martiri e Stretto di Hormuz chiuso”

Autore: Redazione Visualizzazioni: 295 Tempo di lettura: 5 Pubblicato il: 12/03/2026
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Il passaggio di testimone alla guida della Repubblica Islamica si apre nel segno dell’intransigenza. Nel suo primo intervento pubblico dopo l’elezione a Guida Suprema, Mojtaba Khamenei ha inviato un messaggio inequivocabile all’Occidente e ai partner regionali. Pur senza apparire in video, la nuova Guida ha delineato una strategia di scontro frontale, centrata sulla ritorsione militare e sulla pressione economica.

Contents
La minaccia globale: lo Stretto di Hormuz come arma“Nessun passo indietro”: la retorica della vendettaAnalisi Geopolitica: L’effetto “Chokepoint” e il rischio recessioneL’ultimatum ai Paesi viciniSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

La minaccia globale: lo Stretto di Hormuz come arma

Il cuore del discorso di Khamenei punta al centro nevralgico dell’economia mondiale. La nuova Guida ha confermato che la chiusura dello Stretto di Hormuz non è solo una possibilità remota, ma una direttiva strategica prioritaria.

  • Pressione economica: Lo stretto continuerà a essere utilizzato come leva contro le sanzioni. “La leva della chiusura deve continuare a essere usata come strumento di pressione”, ha dichiarato Khamenei.
  • Nuovi fronti: È stata annunciata l’apertura di nuovi teatri operativi in aree dove il nemico è “vulnerabile e privo di esperienza”.
  • Risarcimenti forzati: Khamenei ha minacciato il sequestro o la distruzione di beni nemici in misura equivalente ai danni subiti dall’Iran, qualora non vengano concessi risarcimenti volontari.

“Nessun passo indietro”: la retorica della vendetta

Il messaggio si è rivolto direttamente a Stati Uniti e Israele, indicati come i responsabili dell’escalation. La parola d’ordine è “vendetta”, un concetto che la Guida estende a ogni cittadino iraniano colpito:

“Non ci ritireremo mai. Vendicheremo il sangue di ogni appartenente alla Nazione martirizzato dal nemico, non solo quello del grande leader della rivoluzione.”

In particolare, è stato citato il caso della scuola Shajarah Tayyiba a Minab, definito un “crimine deliberato” che avrà un peso speciale nella pianificazione delle future ritorsioni. Finora, secondo la Guida, la vendetta è stata solo parziale; l’obiettivo è ora la sua “piena realizzazione”.

Analisi Geopolitica: L’effetto “Chokepoint” e il rischio recessione

Le minacce di Mojtaba Khamenei mirano a destabilizzare l’intera architettura economica globale. Lo Stretto di Hormuz è il “punto di strangolamento” più critico del pianeta: da qui transita circa il 20% del petrolio mondiale e una quota equivalente di Gas Naturale Liquefatto (GNL).

  • Lo shock dei prezzi: Una chiusura prolungata potrebbe spingere il greggio oltre i 130-150 dollari al barile. Per l’Europa, ciò significherebbe un’impennata immediata dell’inflazione e una brusca frenata della crescita del PIL.
  • La vulnerabilità del gas: Il blocco interromperebbe le forniture dal Qatar, mettendo in crisi Paesi come l’Italia che dipendono fortemente da questa rotta per il GNL.
  • Guerra asimmetrica: L’accenno ai “nuovi fronti” suggerisce una tattica di attacchi cyber alle infrastrutture o l’uso di milizie proxy per colpire snodi logistici nel Mar Rosso, estendendo l’instabilità ben oltre il Golfo.

L’ultimatum ai Paesi vicini

Un passaggio cruciale è dedicato alle nazioni confinanti che ospitano basi militari statunitensi. Sebbene Khamenei abbia espresso il desiderio di mantenere rapporti di amicizia, il tono è stato di avvertimento:

  1. Scelta di campo: I Paesi vicini devono chiarire la loro posizione rispetto agli “aggressori della patria”.
  2. Smantellamento delle basi: L’invito è quello di chiudere le installazioni americane il prima possibile, definendo la protezione USA “una menzogna”.
  3. Ritorsioni mirate: L’Iran ha confermato di aver già preso di mira basi militari in territori stranieri e avverte che continuerà a farlo se queste non verranno rimosse.

In sintesi, il debutto di Mojtaba Khamenei segna una linea di continuità radicale con il passato, ma con un’aggressività che punta a isolare le forze americane nella regione e a testare la tenuta dei mercati globali.

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando autonomamente il proprio giudizio.

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