Il Comune di Serradifalco resiste in giudizio per confermare l’annullamento dei rendiconti 2013-2018 e tutelare i conti pubblici.
Non si chiude la complessa vicenda giudiziaria che vede contrapposti il Comune di Serradifalco e l’ATO Ambiente CL1 in liquidazione.
Dopo la significativa vittoria ottenuta in primo grado dall’ente comunale, la società d’ambito ha ufficialmente presentato ricorso in appello, dando il via a un nuovo capitolo nelle aule di giustizia di Palermo.
La disputa trae origine dalla sentenza n. 646 emessa dal Tribunale di Palermo (Sezione specializzata in materia di impresa), che aveva accolto le tesi del Comune di Serradifalco.
I giudici avevano disposto l’annullamento dei bilanci approvati tra il 2013 e il 2018, ritenendo fondate le contestazioni sulla veridicità dei documenti contabili presentati dal liquidatore della società.
Per il Comune di Serradifalco, titolare di una quota del 4,36% dell’ATO CL1, la questione non è solo di principio ma di estrema rilevanza finanziaria. La validità di quei bilanci avrebbe infatti cristallizzato un debito di ben 2.374.167 euro nei confronti della società in liquidazione: una cifra definita “un macigno” che rischierebbe di compromettere la stabilità dei conti comunali.
Di fronte all’atto di citazione in appello notificato dall’avv. Fabio Santangeli per conto dell’ATO, l’amministrazione comunale di Serradifalco ha deciso di resistere con fermezza.
La giunta ha rinnovato l’incarico all’avv. Antonio Campione, già protagonista del successo in primo grado, per rappresentare le ragioni dell’ente davanti alla Corte d’Appello di Palermo.
Originariamente, nel 2020, l’azione legale era stata promossa da quattro comuni: Serradifalco, Mussomeli, Montedoro e Milena. Tuttavia, il fronte si è poi parzialmente ridotto.
Montedoro e Milena hanno preferito uscire dal contenzioso siglando un accordo transattivo con l’ATO mentre Serradifalco e Mussomeli hanno invece scelto di proseguire la battaglia legale, ottenendo il verdetto favorevole ora oggetto di impugnazione.
La Corte d’Appello sarà ora chiamata a stabilire se confermare l’annullamento dei bilanci o riformare la sentenza, decidendo così le sorti di un contenzioso che dura ormai da anni.
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