Il Presidente del M5S esulta per l’approvazione della direttiva UE anticorruzione: «Il Governo sarà costretto alla retromarcia. Nordio dovrebbe trarne le conseguenze».
Nuovo terreno di scontro tra opposizione e maggioranza sul fronte della giustizia. Al centro della polemica c’è la direttiva anticorruzione appena approvata dal Parlamento Europeo, un provvedimento che, secondo Giuseppe Conte, segna il fallimento della linea politica tenuta finora dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio e dalla Premier Giorgia Meloni.
L’Europa “impone” il reato: la fine dell’abolizione?
Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, l’Europa avrebbe appena inflitto una “solenne batosta” all’esecutivo italiano. La nuova direttiva impone infatti agli Stati membri di punire severamente l’abuso d’ufficio, condotta che il Governo Meloni aveva recentemente deciso di depenalizzare.
“Meloni e Nordio avevano cancellato questo reato per privilegiare politici e colletti bianchi,” attacca Conte sui social. “Ora saranno costretti a fare retromarcia e reintrodurlo per non violare le norme comunitarie.”
L’isolamento italiano e il ruolo del M5S
Conte rivendica con forza il ruolo del suo partito a Bruxelles, sottolineando l’operato dell’europarlamentare Giuseppe Antoci, unico relatore italiano della direttiva. Secondo l’ex Premier, il Governo avrebbe tentato di ostacolare l’iter del provvedimento fino all’ultimo, restando però isolato nel panorama europeo.
- La posizione del M5S: Una battaglia vinta per “le persone perbene” e per l’equità sociale.
- L’accusa al Governo: Ostruzionismo volto a tutelare i potenti a discapito della trasparenza nelle gare pubbliche e nei concorsi.
“Nordio ne tragga le conseguenze”
Il tono si fa durissimo quando Conte chiama in causa direttamente il Guardasigilli. Definendo l’abolizione del reato una riforma “salva-casta”, il leader pentastellato invita Nordio a prendere atto del fallimento e a rassegnare le dimissioni (o comunque a “trarne le conseguenze”).
L’articolo si chiude con un monito alla Presidente del Consiglio: Conte esorta Meloni a smettere di concentrarsi su leggi che favoriscono la classe politica per dedicarsi alle vere emergenze del Paese, come il carovita e le difficoltà di imprese e famiglie. “Il tempo è scaduto”, conclude il post.
Cosa succederà ora?
Resta da vedere come il Ministero della Giustizia replicherà a queste accuse e se la direttiva UE richiederà effettivamente un ripristino immediato della fattispecie di reato così come era stata concepita prima della riforma Nordio.
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