Svolta ai vertici del gruppo azzurro a Palazzo Madama. Dopo la sconfitta al referendum sulla Giustizia, il partito accelera il rinnovamento chiesto dalla famiglia Berlusconi. Decisiva una lettera firmata da 14 senatori su 20.
La cronaca della giornata
Il mercoledì di Forza Italia si apre con una scossa interna: Maurizio Gasparri lascia la guida dei senatori azzurri. La formalizzazione del passo indietro è avvenuta nel pomeriggio, durante una riunione convocata d’urgenza alle 16:30 con un ordine del giorno inequivocabile: dimissioni del Presidente e contestuale elezione del successore.
Nonostante Gasparri abbia rivendicato la scelta in una nota ufficiale — parlando di una “decisione autonoma” dettata da solidità e senso del dovere — il contesto politico racconta una realtà diversa. Sull’ormai ex capogruppo pesava una lettera di sfiducia firmata da 14 senatori su 20, tra cui spiccano i nomi dei ministri Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo.
“Chi ha un lungo percorso sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro.” — Maurizio Gasparri
Stefania Craxi: il volto del nuovo corso
A prendere il testimone è Stefania Craxi, figura di lunga esperienza già sottosegretaria agli Esteri e dal 2018 senatrice. La sua nomina è stata benedetta dal segretario nazionale Antonio Tajani, ma risponde soprattutto a una sollecitazione arrivata dai figli del Fondatore, Marina e Pier Silvio Berlusconi. I vertici di Fininvest e Mediaset invocavano da tempo un segnale di rinnovamento nei ruoli chiave del partito, reso ora necessario dall’esito elettorale.
Chi è la nuova Capogruppo:
- Esperienza: Deputata dal 2006 al 2013, Senatrice dal 2018.
- Ruoli passati: Sottosegretaria agli Affari Esteri (Governo Berlusconi IV).
- Ultima elezione: Eletta nel 2022 nel collegio uninominale di Gela (Sicilia).
L’ombra del Referendum e il futuro del Partito
Il cambio della guardia non è un evento isolato, ma la conseguenza diretta della sconfitta al referendum sulla riforma della Giustizia del 22-23 marzo. Essendo stata una bandiera storica di Forza Italia, il “no” uscito dalle urne ha accelerato le tensioni interne.
Le reazioni dei big
- Antonio Tajani: Ha ringraziato Gasparri per la lealtà e ha augurato buon lavoro a Craxi, blindando la stabilità del gruppo su X (ex Twitter).
- Licia Ronzulli: La vicepresidente del Senato ha confermato che la leadership di Tajani non è in discussione, ma ha ammesso la necessità di un congresso anticipato: “Dobbiamo capire perché i ragazzi hanno scelto il ‘no’ e fare un esame di coscienza”.
- Francesco Paolo Sisto: Il viceministro della Giustizia ha parlato di una “botta” difficile da digerire, imputando la sconfitta referendaria a una scarsa mobilitazione del centrodestra rispetto alla sinistra.
Analisi dei prossimi passi
Forza Italia si prepara ora a una fase di analisi profonda. Con il cambio al Senato, il partito cerca di dare un segnale di vitalità a un elettorato apparso demotivato, spostando il focus dai nomi ai contenuti, in particolare sul tema della pressione fiscale e dei giovani.
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