Nuova tegola per la giunta Schifani: Roma contesta il mancato raggiungimento delle prestazioni minime (LEA). Tra screening oncologici al palo e incongruenze nei posti letto, esplode lo scontro politico.
Non c’è pace per il sistema sanitario siciliano. Dopo lo stop alla rete ospedaliera, arriva un’altra pesante bocciatura dal tavolo tecnico di verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il Ministero della Salute, guidato da Orazio Schillaci, ha formalmente contestato alla Regione Sicilia l’inadempienza su obiettivi vitali per la salute pubblica.
I punti neri del verbale romano riguardano principalmente:
– Screening oncologici: Grave ritardo nelle campagne di prevenzione.
– Posti letto: Disallineamenti numerici tra la programmazione regionale e gli standard ministeriali.
– Emergenza-Urgenza: Criticità diffuse nella gestione della rete dei punti nascita e del pronto soccorso.
L’unico “buco” parzialmente tamponato riguarda il bilancio: un disavanzo da 430 milioni di euro che la Regione è riuscita a coprire attingendo ai fondi speciali delle aziende sanitarie. Un tecnicismo che però non risolve le carenze strutturali dei servizi ai cittadini.
La difesa di Piazza Ziino: “Siamo un’isola, non un numero”
Mentre gli uffici dell’Assessorato alla Salute corrono contro il tempo per rispondere ai rilievi del Direttore Generale del Ministero, Walter Bergamaschi, l’assessora Daniela Faraoni prova a gettare acqua sul fuoco.
Faraoni rivendica la “specificità siciliana”, sottolineando come l’Isola non possa essere paragonata alle regioni del Nord:
“Oltre i nostri confini abbiamo il mare. Non possiamo contare sul supporto dei territori limitrofi come accade altrove. Ribadiremo che le nostre esigenze sono diverse da quelle previste dal decreto ministeriale.”
Tempesta Politica: Ritorsione o Incompetenza?
Il Presidente Renato Schifani ha deciso di avocare a sé il dossier, promettendo una risposta entro dieci giorni. Tuttavia, l’opposizione non concede sconti. Il clima è reso ancora più teso dalla recente bocciatura della legge sui ristori alle imprese e dai risultati del referendum sulla giustizia.
– PD: Il segretario Anthony Barbagallo parla di una Sicilia “umiliata” e suggerisce un legame tra le bocciature romane e il recente voto referendario.
– M5S: I deputati De Luca e Gilistro denunciano un “pessimo restyling” della vecchia rete ospedaliera, accusando il governo di aver tenuto l’ARS all’oscuro dei rilievi di Roma.
– Sindacati: Alfio Mannino (CGIL) definisce la gestione sanitaria un “fallimento totale”, mentre la UIL chiede interventi immediati e rigore, sottolineando che la sanità pubblica siciliana non può più permettersi piani da riscrivere costantemente.
Intanto nelle prossime settimane verrà inviato il verbale ufficiale. Al prossimo incontro del tavolo tecnico, la Sicilia non potrà più limitarsi alle giustificazioni: serviranno prove concrete di un cambio di rotta. In caso contrario, il rischio di un commissariamento o di nuovi tagli ai trasferimenti nazionali si farebbe drammaticamente concreto.
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