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No dell’Iran alla tregua di 45 giorni: “Non accettiamo ultimatum”. Ucciso il capo dell’intelligence dei Pasdaran. Cronaca in diretta

Last updated: 06/04/2026 15:29
By Redazione 66 Views 14 Min Read
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Teheran non vuole la sospensione temporanea del conflitto e neppure essere messa sotto pressione per prendere una decisione. E comunque non riaprirà lo Stretto di Hormuz

Contents
Contatti diplomatici intensiLa posizione irremovibile di TeheranLa dottrina iraniana contro le tregue provvisoriePressing diplomatico e minacce di TrumpRappresaglie e il nuovo ordine del Golfo PersicoLa morte del capo dell’Intelligence dei PasdaranCRONACA IN DIRETTA13.53 Iran: Hormuz, via libera ad alcune navi di Francia e altri Paesi12.27 Iran: media, i Pasdaran hanno colpito una nave israeliana12.04 Iran: Teheran, definite le nostre proposte. Non è una resa11.39 Iran: Teheran, no negoziati con ultimatum. Gli Usa non credibili11.11 – Iran: Ankara, terza petroliera turca ha attraversato Hormuz10.41 – Israele conferma la morte del capo degli 007 dei Pasdaran09:31 – Iran: ucciso il capo dell’intelligence dei Pasdaran09:09 – Iran: “235 traditori fermati a Teheran”08:31 – Teheran: attacco a siti Usa in Emirati e Kuwait07:57 – Iran: impiccato un uomo accusato di aver attaccato siti militari a gennaio07:48 – Idf: bombe a grappolo sui civili, è crimine di guerra07:31 – Pasdaran: Hormuz mai più come prima05:59 – Israele: recuperati due corpi da macerie palazzo a HaifaSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

AGI – Sono ore frenetiche per una possibile intesa che fermi, anche se temporaneamente, la guerra in Iran. Il Pakistan, al lavoro da giorni con Egitto e Turchia, ha preparato un piano in due fasi che prevede un cessate il fuoco di 45 giorni durante il quale trattare un accordo di pace vero e proprio. I nodi principali, dalla riapertura dello stretto di Hormuz alla destinazione dell’uranio arricchito, dovrebbero essere contemplati nell’intesa finale.

La proposta è stata inviata alle parti ma già Teheran ha chiarito sia pubblicamente sia riservatamente a Islamabad che non accetterà una tregua temporanea perché, ha spiegato, darebbe solo respiro al nemico. Nel giorno, poi, in cui annuncia la morte del capo dell’intelligence dei Pasdaran, il generale Seyed Majid Khadami, in cui gli alleati colpiscono di nuovo un’università, la Sharif. E in cui si conferma un bilancio pesantissimo dei bombardamenti: 34 morti tra cui sei bambini.

Contatti diplomatici intensi

Il capo dell’esercito pakistano, il maresciallo Asim Munir, è rimasto in contatto “per tutta la notte” con il vicepresidente americano JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, ha riferito una fonte alla Reuters.

La posizione irremovibile di Teheran

Teheran avrebbe chiarito che non accetta una sospensione temporanea del conflitto e neppure di essere messa sotto pressione per prendere una decisione. E comunque non riaprirà lo Stretto di Hormuz.

La dottrina iraniana contro le tregue provvisorie

“Un cessate il fuoco temporaneo con il mantenimento dell’ombra della guerra non ha posto nella dottrina dell’Iran”, aveva chiarito già in mattinata l’agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, dopo le prime anticipazioni di Axios sul piano. Un’intesa darebbe solo modo al presidente Donald Trump di fare marcia indietro per la terza volta sui suoi ultimatum – il prossimo scade domani – ma “l’Iran ha ripetutamente affermato che non accetterà tregue provvisorie che mantengano la minaccia di guerra”. E la ragione è evidente: “Permetterebbe solo al nemico di ricostituirsi”.

Pressing diplomatico e minacce di Trump

Ma che Teheran abbia preso sul serio la minaccia di Trump di radere al suolo le sue infrastrutture strategiche lo dimostra il pressing diplomatico in corso e le dichiarazioni pubbliche. Araqchi ha sentito oggi il ministro francese Jean-Noël Barrot e ha denunciato i “crimini di guerra” che Trump ha promesso di compiere. E al telefono si sono parlati i ministri russo Serghei Lavrov e cinese Wang Yi, entrambi con lo stesso messaggio: la guerra si deve fermare subito e lasciare posto al dialogo.

Rappresaglie e il nuovo ordine del Golfo Persico

In caso contrario, Teheran è pronta alle rappresaglie. “L’Iran risponderà in modo deciso, immediato e con un attacco di rappresaglia a qualsiasi aggressione o minaccia imminente”, ha assicurato il viceministro degli Esteri Hazem Gharibadi. E i Pasdaran hanno già messo le mani avanti su Hormuz: “Lo stretto non tornerà mai più al suo stato precedente, soprattutto per l’America e Israele”, hanno avvertito, “stiamo completando un piano” che stabilisce “il nuovo ordine del Golfo Persico“.

La morte del capo dell’Intelligence dei Pasdaran

Nel 38esimo giorno della guerra, spicca la notizia della morte del comandante dell’intelligence dei Guardiani della Rivoluzione. Lo riporta l’agenzia Tasnim citando un comunicato ufficiale dei Pasdaran. Nella nota si annuncia “il martirio del generale di divisione Seyed Majid Khadami, il potente e colto capo dell’organizzazione di intelligence del corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche”. Khadami era stato nominato nel giugno scorso dopo l’uccisione Mohammed Kazemi durante la guerra dei 12 giorni. “Quel comandante illustre, in quasi mezzo secolo di sincera e coraggiosa difesa della Rivoluzione, del regime e della patria islamica nei campi dell’intelligence e della sicurezza, ha registrato risultati grandiosi, duraturi e istruttivi, che per molti anni potranno fungere da faro per la comunita’ di intelligence del Paese, specialmente nell’affrontare i nemici esterni e i loro piani sinistri e diabolici per infiltrarsi e minare la sicurezza e la tranquillita’ dell’orgoglioso Iran”, sottolinea il comunicato.

CRONACA IN DIRETTA

13.53 Iran: Hormuz, via libera ad alcune navi di Francia e altri Paesi

Diverse navi francesi, indiane, turche e pakistane hanno ottenuto il permesso di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riferiscono fonti iraniane ad Al Jazeera. Un funzionario di Teheran ha spiegato all’emittente araba che è stato consentito il transito ad alcune imbarcazioni mercantili di “Paesi amici” in cambio del pagamento di pedaggi che la Repubblica Islamica ha affermato di riscuotere a titolo di risarcimento per i danni di guerra.

12.27 Iran: media, i Pasdaran hanno colpito una nave israeliana

La Marina del corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato di avere colpito con un missile da crociera una nave portacontainer israeliana. Lo riferisce l’agenzia Fars. A quanto riportato, l’imbarcazione, identificata con la sigla SDN7, sta andando a fuoco.

12.04 Iran: Teheran, definite le nostre proposte. Non è una resa

L’Iran ha definito le proprie proposte per una trattativa che metta fine alla guerra, dopo il piano in due fasi elaborato dal Pakistan. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. Teheran, ha detto a quanto riportano i media iraniani, “ha definito le proprie richieste, fondate sugli interessi nazionali, nell’ambito di un piano con gli Stati Uniti volto a porre fine alla guerra”. “Esprimere le nostre richieste non deve essere visto come un segno di resa di fronte al nemico”, ha assicurato, “la Repubblica Islamica continua a difendere i propri diritti legittimi sia attraverso la diplomazia sia sul campo di battaglia. Le nostre linee rosse sono chiare, le nostre richieste sono trasparenti”.

11.39 Iran: Teheran, no negoziati con ultimatum. Gli Usa non credibili

Non si può trattare sotto la spada di Damocle di un ultimatum. A chiarirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, nel pieno del tentativo del Pakistan di far arrivare le parti a un accordo per un cessate il fuoco di 45 giorni.
“I negoziati non sono in alcun modo compatibili con un ultimatum”, ha detto, “in questi trentotto giorni” Stati Uniti e Israele “hanno commesso atrocità che farebbero vergognare i più grandi criminali della storia, atrocità senza precedenti persino per Hitler”. Non solo. Baqaei, ha accusato gli Stati Uniti di non avere più alcuna credibilità nel negoziare. “In meno di nove mesi, gli Stati Uniti hanno distrutto il canale diplomatico nel peggiore dei modi”, ha insistito, “il mondo vede con i propri occhi che le parole dell’America non hanno alcuna relazione con i fatti. Con le sue azioni terroristiche in Iran, hanno di fatto eliminato la diplomazia dalla loro agenda”.

11.11 – Iran: Ankara, terza petroliera turca ha attraversato Hormuz

Un’altra nave di proprietà turca, la terza, ha attraversato lo stretto di Homruz. Lo ha riferito su X il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. “La Ocean Thunder, diretta in Malesia con a bordo petrolio greggio caricato in Iraq, ha attraversato in sicurezza lo Stretto di Hormuz la scorsa notte e ha completato la sua uscita dal Golfo”, ha scritto. Dunque tutte e “tre le navi che erano rimaste in attesa nel Golfo dall’inizio della guerra hanno potuto poterono lasciare in sicurezza lo Stretto”, ha aggiunto.

10.41 – Israele conferma la morte del capo degli 007 dei Pasdaran

Israele ha confermato di avere ucciso Majid Khademi, capo dell’organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie, a Teheran. “E’ stato uno dei comandanti più importanti del Corpo”, si legge in una nota ufficiale dell’Idf, “era attivo nel promuovere atti terroristici contro lo Stato di Israele e contro gli ebrei in tutto il mondo” e “negli ultimi anni e’ stato responsabile del monitoraggio della popolazione iraniana al fine di reprimere i cittadini” e in particolare nelle recenti proteste interne”. Soddisfatto il ministro della Difesa, Israel Katz: “Continueremo a dar loro la caccia uno a uno”, ha commentato.

09:31 – Iran: ucciso il capo dell’intelligence dei Pasdaran

Il comandante dell’intelligence dei Guardiani della Rivoluzione è stato ucciso. Lo riporta l’agenzia Tasnim citando un comunicato ufficiale dei Pasdaran. Nella nota si annuncia “il martirio del generale di divisione Seyed Majid Khadami, il potente e colto capo dell’organizzazione di intelligence del corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche”. Khadami era stato nominato nel giugno scorso dopo l’uccisione Mohammed Kazemi durante la guerra dei 12 giorni.

09:09 – Iran: “235 traditori fermati a Teheran”

Le autorità iraniane hanno annunciato di aver fermato a Teheran 235 persone sospettate di tradimento, 93 delle quali rinchiuse in carcere. Lo riporta la televisione di stato. “Negli ultimi giorni, grazie alle attività di intelligence e alla sorveglianza tecnica, sono stati identificati e arrestati nei quartieri occidentali di Teheran 235 elementi venduti e traditori affiliati a gruppi ostili, 93 dei quali sono stati posti in custodia cautelare”, si legge in una nota ufficiale.

08:31 – Teheran: attacco a siti Usa in Emirati e Kuwait

L’Iran ha sferrato un nuovo attacco a siti americani negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait. Lo ha riferito l’agenzia ufficiale Fars.

07:57 – Iran: impiccato un uomo accusato di aver attaccato siti militari a gennaio

Le autorità iraniane hanno giustiziato un altro dei partecipanti alle rivolte del gennaio scorso. Lo ha annunciato l’agenzia Fars citando la magistratura iraniana. “Ali Fahim, uno degli elementi ostili che, durante le rivolte del gennaio 1404, aveva attaccato siti militari per impadronirsi dell’armeria e rubare armi”, si legge nella nota, ed “è stato impiccato dopo che la Corte Suprema ha confermato la sentenza”.

07:48 – Idf: bombe a grappolo sui civili, è crimine di guerra

Israele ha accusato l’Iran di crimini guerra per l’utilizzo di bombe a grappolo. “Il regime iraniano continua a sparare intenzionalmente contro aree civili ogni giorno, anche utilizzando bombe a grappolo”, ha scritto su X il colonnello Nadav Shoshani, portavoce internazionale dell’Idf. “Questa è la situazione successiva all’impatto di un missile balistico contro un edificio residenziale ad Haifa, nel nord di Israele”, ha aggiunto a commento di un video su un palazzo distrutto, “questo costituisce un crimine di guerra chiaro e reiterato, commesso con premeditazione. Sentiremo una condanna dei leader mondiali? E delle Nazioni Unite?”, ha chiesto retoricamente.

07:31 – Pasdaran: Hormuz mai più come prima

La circolazione nello stretto di Hormuz non tornerà mai più come prima “soprattutto per l’America e Israele”. E’ quanto si legge in una nota del comando navale delle Guardie Rivoluzionarie riportata dall’agenzia Isna. “La Marina delle Guardie Rivoluzionarie sta completando i preparativi operativi per il piano” che stabilisce “il nuovo ordine del Golfo Persico”, hanno annunciato i Pasdaran.

05:59 – Israele: recuperati due corpi da macerie palazzo a Haifa

Due corpi senza vita sono stati estratti dalle macerie del palazzo di sei piani colpito da un missile iraniano a Haifa, nel nord di Israele. Lo hanno riferito i media israeliani. I vigili del fuoco e le squadre di soccorso proseguono le ricerche per gli altri due dispersi.

Fonte AGI

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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