Approvato in anticipo il piano fondi per il 2026, 9 milioni in più rispetto all’anno precedente. Tuttavia, le associazioni di categoria insorgono contro i nuovi parametri di qualità e il mancato confronto con l’Assessorato.
Il via libera è arrivato con un anticipo record, ma la rapidità burocratica non è bastata a spegnere le polemiche.
Tutt’altro. Il decreto firmato dall’assessore alla Salute, Daniela Faraoni, che definisce il budget 2026 per i laboratori e gli ambulatori privati convenzionati della Sicilia, ha innescato una vera e propria rivolta nel settore.
Per la prima volta dopo anni, la Regione gioca d’anticipo, approvando ad aprile, anziché a fine anno, il provvedimento economico per l’annualità successiva.
Sul piatto ci sono 494 milioni di euro, circa 9 milioni in più rispetto al 2025.
La ripartizione dei fondi vede in prima linea il distretto di Palermo (149 milioni), seguito da comparti chiave a livello regionale:
- Laboratori di analisi: 107 milioni di euro.
- Nefrologia: 102 milioni di euro.
- Medicina fisica: 66 milioni di euro.
- Radiologia: 62 milioni di euro.
Nonostante l’incremento delle risorse, il clima è teso.
Il Cimest (l’intersindacale di categoria) ha già proclamato lo stato d’agitazione. Il coordinatore Salvatore Gibiino punta il dito su due fronti caldi:
1. Lo strappo istituzionale Le associazioni lamentano di essere state escluse dalla fase finale del processo. Dopo numerosi tavoli tecnici, il decreto sarebbe stato diffuso “a cose fatte”, senza un’ultima convocazione preventiva.
2. I criteri di qualità “distorti” Il cuore della protesta riguarda i parametri usati per assegnare i fondi, come la modernità delle apparecchiature, l’ampiezza dei locali e il numero dei dipendenti. Secondo i sindacati, la formulazione finale del decreto:
- Penalizza chi investe: Il meccanismo paradossalmente colpirebbe le strutture che hanno puntato su tecnologia e personale.
- Sminuisce le competenze: Viene contestata la parità di punteggio tra figure laureate (fisioterapisti) e profili con semplice abilitazione da corso (massofisioterapisti).
“Il provvedimento nasce male e rischia di produrre effetti devastanti sull’assistenza specialistica in Sicilia”, avverte il Cimest in una nota inviata ai vertici della Regione.
La partita non è ancora chiusa. Le sigle di categoria hanno chiesto e ottenuto un’audizione urgente in Sesta Commissione all’Ars per la prossima settimana.
L’obiettivo è chiaro: ottenere una revisione immediata del testo prima che gli effetti del decreto diventino irreversibili per la rete ambulatoriale territoriale.
Resta da capire se l’Assessorato di piazza Ziino aprirà a una mediazione o se confermerà la linea attuale, rivendicando il merito di aver messo in sicurezza i conti della sanità privata con largo anticipo sulla tabella di marcia.
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
