La storia recente di Caltanissetta ci ha insegnato una lezione amara: le rassicurazioni politiche vanno prese con le pinze.
Non possiamo dimenticare il miraggio del Policlinico, sbandierato per anni come una certezza per il nostro territorio e poi svanito nel nulla.
Oggi, quel silenzio assordante della politica locale sul tema rischia di diventare una condanna, specialmente con l’ascesa di figure come Crisafulli a Enna.
Se eletto sindaco, conoscendo bene la sua caparbietà nell’ottenere quello che ha in mente e considerato che a Enna la politica, quando si tratta di difendere il territorio sa fare quadrato, è evidente che punterà tutto sull’Umberto I per il salto a Dea di II livello, forte di ben due facoltà di Medicina, di cui una sua “creatura”. Mentre Caltanissetta resta a guardare, Enna corre.
È in questo contesto di sfiducia che vanno lette le recenti parole dell’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, pubblicate su La Sicilia. Sebbene l’assessore abbia dichiarato l’intenzione di restituire il Parco Dubini alla città, definendolo un bene da preservare, il pessimismo della ragione ci impone di non lasciarci ammaliare.
Durante l’inaugurazione del progetto “Tara” al Cefpas, la Faraoni ha riconosciuto il valore della mobilitazione popolare, oltre mille firme raccolte, e ha ammesso che la città “ha poco da offrire” e non può permettersi di perdere questo polmone verde.
Ha inoltre accennato al fatto che il parco non debba essere “ristretto a una attività che ne impedisce l’utilizzo”, un chiaro riferimento al progetto della REMS, residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
Nonostante le aperture formali, i fatti dicono altro.
–Il ritorno della REMS: Nonostante la ferma opposizione dei cittadini, il progetto della struttura detentiva per persone con disturbi mentali resta sullo sfondo, finanziato e tecnicamente avviato con il restringimento del perimetro del parco avvenuto l’anno scorso.
–L’immobilismo dell’ASP: La chiusura ufficiale, motivata a gennaio dalla mancanza di fondi per la manutenzione del verde.
–L’incognita Enna: Mentre a Caltanissetta si discute di cancelli chiusi e manutenzione ordinaria, i vicini ennesi lavorano strategicamente per consolidare il loro polo sanitario e universitario, rischiando di scippare definitivamente a Caltanissetta ogni ambizione di centralità medica.
Il Comitato per la difesa del Parco Dubini, guidato da Gaetano Paladino, non però abbassa la guardia. Nonostante la disponibilità dichiarata anche dal sindaco Tesauro, le risposte concrete tardano ad arrivare. La gestione condivisa pubblico-privato proposta dai cittadini resta una proposta al momento sulla carta.
“Le parole da sole non bastano”: è questo il grido che arriva dal Comitato, che ha indetto un nuovo sit-in per sabato prossimo alle ore 17:00 davanti ai cancelli del Dubini.
La comunità nissena ha già pagato il prezzo della propria ingenuità con il caso Policlinico, questa volta, crederanno alle rassicurazioni solo quando vedremo i cancelli riaprirsi definitivamente e il progetto REMS definitivamente accantonato in favore della collettività.
Fino ad allora, quelle dell’assesore Faraoni restano solo l’ennesima “parole di circostanza” di una politica che ha già dimostrato di saper guardare altrove. Ad Maiora
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