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Caltanissetta, il “grido di dolore” dal Monte San Giuliano: il Redentore tra rifiuti e oblio. Foto

Autore: Redazione Visualizzazioni: 348 Tempo di lettura: 5 Pubblicato il: 15/04/2026
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Un luogo simbolo della città trasformato in un monumento all’incuria. La denuncia dei coniugi Messina: “Che tristezza mostrare questo degrado a chi torna dopo anni”.

C’era un tempo in cui il Monte San Giuliano era il salotto panoramico di Caltanissetta, il luogo delle foto di nozze, delle serate estive al fresco e della devozione popolare. Oggi, quel simbolo che svetta sulla città sembra essere stato dimenticato dalle istituzioni, scivolando in un declino che ferisce chiunque vi faccia ritorno.

A sollevare il velo su una situazione ormai insostenibile è un articolo firmato da Giuseppe Scibetta per il quotidiano La Sicilia, arricchito da scatti fotografici che non lasciano spazio all’immaginazione. Sporcizia, erbacce e transenne sono i nuovi padroni del piazzale.

La segnalazione, che assume i toni di un vero e proprio “grido di dolore”, arriva dai coniugi nisseni Lucia Sillitti e Totò Messina. La coppia aveva deciso di accompagnare sul monte due amici, ex residenti trasferitisi da anni nel Nord Italia, per mostrare loro la bellezza della città dall’alto. L’entusiasmo si è però trasformato rapidamente in imbarazzo e amarezza.

“Siamo rimasti veramente dispiaciuti per come abbiamo trovato l’intera piazzetta”, raccontano i coniugi a La Sicilia. “Oltre alla brutta figura con i nostri amici, siamo delusi per una condizione desolante in un luogo che per decenni è stato meta di serenità e convivialità. Un tempo gli sposi venivano qui per le foto ricordo; oggi non vengono più neanche i cani”.

Il quadro descritto nell’articolo originale è desolante. Non è solo una questione di decoro urbano, ma di sicurezza. La balconata in marmo che regala una vista mozzafiato, capace di spaziare fino ai paesi limitrofi, specie dopo l’imbrunire, è in gran parte pericolante. Un’anonima transenna impedisce l’accesso alla parte retrostante, segnalando un pericolo a cui nessuno, ad oggi, sembra aver posto rimedio con interventi di messa in sicurezza definitivi.

Ai piedi del monumento al Cristo Redentore, l’erba spontanea cresce selvaggia e i rifiuti si accumulano indisturbati. Anche la zona antistante non se la cava meglio.

Le baracche per la somministrazione di bibite e cibo risultano chiuse, una villetta fantasma, l’area verde attrezzata, creata per offrire ristoro ai cittadini, è oggi quasi completamente distrutta.

A fare da contraltare al sacro monumento restano i tralicci e i ripetitori, giganti di ferro che sembrano gli unici a beneficiare ancora dell’altitudine del monte.

L’articolo di Scibetta mette a nudo una ferita aperta nel cuore della comunità nissena.

Il Redentore non è solo un punto geografico, ma un pezzo di identità collettiva che, specialmente durante le celebrazioni di agosto, attirava centinaia di fedeli e famiglie.

Il grido dei coniugi Messina è l’appello di un’intera città che chiede dignità per i propri luoghi simbolo. Restituire decoro al Monte San Giuliano non è solo un atto dovuto verso i turisti o i “nisseni di ritorno”, ma un dovere morale verso la storia e la bellezza di Caltanissetta.

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Articolo basato sul reportage di Giuseppe Scibetta pubblicato su “La Sicilia”.

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