Scontro totale in Consiglio Comunale: l’opposizione fa valere i nuovi numeri e blocca la proposta dell’Amministrazione. Il sindaco Comparato attacca: “Ereditati solo debiti e uffici vuoti”.
Un confronto durato oltre tre ore, terminato con un rinvio che sa di sconfitta politica per la giunta guidata dal sindaco Gioacchino Comparato. Il Consiglio Comunale di San Cataldo si è trasformato in una vera e propria arena sul tema del mutuo da 800 mila euro con la Cassa Depositi e Prestiti, destinato alla manutenzione straordinaria di strade e marciapiedi.
L’assessore Michele Giarratano ha aperto i lavori sottolineando l’urgenza dell’intervento: un piano ventennale per mettere fine alla stagione dei “continui rattoppi”. Un’idea difesa dal sindaco Comparato, che ha parlato di uno studio di fattibilità dell’Ufficio tecnico pronto a trasformarsi in un progetto più corposo, chiedendo all’aula un’apertura di credito basata sulla fiducia e sulla disponibilità al confronto.
I Nuovi Equilibri: 5 contro 11
Tuttavia, il dibattito ha reso plastico il mutamento del clima politico: una maggioranza ridotta a soli 5 consiglieri contro un’opposizione che, con 11 componenti, detiene ormai il controllo dell’aula.
Se i pentastellati Adriano Bella e Cinzia Scarantino hanno rivendicato il ruolo di “rianimatori del Comune” svolto negli ultimi quattro anni, le minoranze hanno alzato un muro.
“Non si può procedere con prove di forza, vogliamo incidere e non solo ratificare”, ha dichiarato Vincenzo Naro, seguito dal duro attacco di Giampiero Modaffari: “Voterò sempre no. Chiedere un mutuo senza spiegazioni è un tentativo di sfida. Ammettete l’incapacità e ritirate il punto”.
Sulla stessa linea d’onda Mario Lupica, che ha rifiutato di firmare un “assegno in bianco”, mentre Marco Imera e Massimo Emma hanno preteso progetti completi e “verità al posto degli slogan”.
La Replica di Comparato e il Rinvio
Il finale della seduta ha visto un contrattacco al vetriolo del primo cittadino. Comparato ha rispedito al mittente le accuse di scarsa trasparenza, puntando il dito contro le gestioni passate:
–Sulla visione: “Un sindaco può avere una visione dopo anni passati a risanare i conti?”
–Sull’eredità: “Ci hanno lasciato un Comune in mutande, senza tecnici e pieno di debiti. Abbiamo pagato bollette dimenticate dal 2017”.
Nonostante la foga, i numeri hanno dato ragione ai critici: il punto è stato rinviato con 12 voti favorevoli al rinvio e due astensioni (Modaffari e Lombardo).
Gli altri provvedimenti
Nonostante lo stallo sul mutuo, l’aula è riuscita a dare il via libera ad alcuni atti tecnici:
- Debito fuori bilancio (15.000€): Risarcimento per una cittadina caduta su un marciapiede dissestato.
- Variazione di bilancio: Fondi per gli straordinari legati ai referendum del 2026.
- Contenzioso lavoro: Riconosciuto un debito derivante da una sentenza della Cassazione riguardante un ex dipendente.
Il destino delle strade di San Cataldo resta, per ora, appeso al filo di una trattativa politica tutta da ricostruire.
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