L’Ambasciata in un tweet ricorda che “il 90% delle scorte di zafferano provengono da Teheran”. E per i pistacchi i prezzi sono alle stelle
“La guerra con l’Iran forse potrebbe arricchire le aziende produttrici di armi, ma minaccia le pasticcerie e i gusti autentici italiani”. Il monito arriva dall’ambasciata dell’Iran in Italia, che in un post su X ricorda come “le scorte di zafferano”, di cui il 90% proviene dall’Iran, potrebbero “bastare solo per 6-7 mesi”. Poi, i “pistacchi: i prezzi sono schizzati alle stelle! Il risotto alla milanese, il gelato, i cannoli e altri dolci diventeranno più cari?” E’ la domanda lanciata dalla rappresentanza di Teheran nel post, seguito dagli hashtag #CucinaItaliana #Inflazione #MadeInItaly #Italy #Iran #Italia.
VON DER LEYEN (UE): REVOCARE LE SANZIONI È PREMATURO
Intanto l’Unione europea definisce “ancora prematura” la revoca delle sanzioni all’Iran: è questa la posizione espressa la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. La presidente ha ricordato che le sanzioni sono scattate in seguito alla repressione della Repubblica islamica sulla popolazione iraniana, una condizione che secondo le organizzazioni per i diritti umani permane. Domani saranno anche 60 giorni dal blocco imposto a internet dalle autorità, in concomitanza col lancio dell’offensiva militare da parte di Stati Uniti e Israele. “Dovremo prima vedere un cambiamento fondamentale. Prima di togliere le sanzioni”, ha chiarito. Von der Leyen è intervenuta a margine di un incontro a Strasburgo coi gruppi politici tedeschi.
ITALIA CHIEDE FLESSIBILITÀ SU PAC E TUTELE SU COSTI
Oggi il Consiglio Agricoltura e Pesca (Agrifish) si è aperto oggi in Lussemburgo con un focus sulla stabilità dei mercati, messa a dura prova dal conflitto in Iran, e sulla definizione della Politica Agricola Comune post-2027.
La presidenza di turno, affidata alla ministra cipriota Maria Panayiotou, ha lanciato un allarme sui costi di produzione, sottolineando come l’aumento dei prezzi di fertilizzanti e combustibili fossili richieda un accesso agevolato ai fattori produttivi per garantire la resilienza del settore. Al centro del dibattito, il sostegno al reddito nel prossimo quadro finanziario, con l’obiettivo di fornire agli agricoltori la fiducia necessaria per investire nonostante le attuali sfide geopolitiche.
Rappresentando l’Italia, il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra ha preso una posizione netta sulla “degressività” dei pagamenti nella futura Pac, chiedendo che l’applicazione di massimali sia lasciata alla libera scelta degli Stati membri. Secondo la posizione italiana, un’imposizione rigida della distribuzione del sostegno rischierebbe di penalizzare le aziende più strutturate e ad alta intensità di lavoro, compromettendo la loro competitività sul mercato globale e la loro capacità di innovare. L’Italia ha ribadito la necessità di evitare norme comuni eccessivamente burocratiche che ignorino le diversità strutturali delle agricolture europee, chiedendo una sussidiarietà reale: gli Stati devono poter decidere come intervenire per tutelare anche le grandi aziende agricole, pilastri fondamentali per l’occupazione nelle aree rurali. All’ordine del giorno dei ministri restano anche le strategie di gestione forestale sostenibile come strumento primario per la prevenzione degli incendi boschivi.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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