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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Preso il giovane che ha sparato il 25 aprile, la Brigata ebraica: “Non è nostro membro”. Fiano: “Condanna totale”
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Preso il giovane che ha sparato il 25 aprile, la Brigata ebraica: “Non è nostro membro”. Fiano: “Condanna totale”

Last updated: 29/04/2026 21:12
By Redazione 124 Views 7 Min Read
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A sparare è stato un 21enne di religione ebraica: è stato incastrato dal casco particolare che indossava il 25 aprile e dallo scooter bianco

Contents
BRIGATA EBRAICA: 21ENNE FERMATO NON È NOSTRO MEMBROBRIGATA EBRAICA: “OLTRAGGIO USARE NOSTRO NOME PER COMPIERE VIOLENZA”FIANO: “CHI SPARA È UN CRIMINALE, EPISODIO CHE ADDOLORA”Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

Si chiama Eithan Biondi, ha 21 anni, ed è stato lui a sparare il 25 aprile con una pistola ad aria compressa colpendo due persone 60enni a Roma. Il 21enne è di religione ebraica (anche il suo nome deriva dall’ebraico) e vive nel quartiere di Monteverde. Ai poliziotti che hanno suonato alla sua porta per fermarlo per tentato omicidio ha detto di far parte della “Brigata Ebraica”. La Brigata ebraica, quella di Milano legata al museo della Brigata ebraica, si è indignata. E in una nota durissima non lo solo ha detto di non conoscere assolutamente questo giovane, ma ha anche intimato di non strumentalizzare il nome della Brigata ebraica in questo modo. “Non lo conosciamo, non abbiamo tra i nostri membri persone che rispondano a questo nome e non abbiamo alcun rappresentante né iscritto nella città di Roma”, ha chiarito in una nota il direttore del Museo della Brigata ebraica, Davide Riccardo Romano.

A Roma, però, ci sarebbe un altro gruppo, tutto fuorchè ufficiale, che si fa chiamata ‘Brigata ebraica‘. Un gruppo di estremisti, sospettato di pestaggi e altri atti gravi di odio e intolleranza. Ora saranno le indagini a cercare di chiarire la matrice del gesto e se Eithan Biondi abbia agito da solo o nel contesto di un gruppo, e per quali motivi.

Quel che è certo è che il 25 aprile, nel corso della manifestazione a Roma, è stato Biondi a sparare con una pistola ad aria compressa contro due militanti dell’Anpi a Roma. Fondamentali per individuarlo le immagini delle telecamere di vigilanza. Gli inquirenti sono risaliti a lui dal casco integrale scuro (che aveva disegni particolari) e dalla targa dello scooter bianco, un Honda Sh. Avendo le immagini di questi due elementi, la Digos è riuscita poi a seguirne gli spostamenti nelle immagini e a capire l’identità dello sparatore.

I colpi avevano raggiunto una coppia di 60enni, entrambi iscritti all’Anpi, rimasti feriti in maniera non grave: il pomeriggio del 25 aprile indossavano il fazzoletto dell’Anpi. Il 21enne ha sparato rimanendo seduto sulla scooter, più volte e a distanza ravvicinata. I due anziani sono rimasti feriti alla mano, al volto e alla spalla fortunatamente in modo non grave. Il 21enne poi si è dato alla fuga. Se anche le ferite non sono risultate gravi, l’accusa ipotizzata dalla procura di Roma è il tentato omicidio.

BRIGATA EBRAICA: 21ENNE FERMATO NON È NOSTRO MEMBRO

“Siamo venuti a conoscenza dagli organi di stampa del fermo di Eitan Bondi che sarebbe l’autore dell’episodio violento commesso a Roma il 25 aprile. La Brigata Ebraica ribadisce con forza di non conoscerlo, non avere tra i suoi membri persone che rispondano a questo nome. Sottolinea anche di non aver alcun rappresentante né iscritto nella città di Roma”. Così in una nota del direttore del Museo della Brigata ebraica, Davide Riccardo Romano, in merito al fermo del 21enne Eithan Bondi, per gli spari al Parco Schuster il 25 aprile scorso.

BRIGATA EBRAICA: “OLTRAGGIO USARE NOSTRO NOME PER COMPIERE VIOLENZA”

“Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione, chiunque si permetta di usare il nome della Brigata Ebraica per compiere atti di violenza”, scrive ancora Davide Riccardo Romano. “La Brigata Ebraica ha combattuto per la libertà e la dignità umana. Strumentalizzarne il nome per giustificare o coprire comportamenti violenti è un oltraggio alla sua memoria e a tutti coloro che si sono sacrificati sotto quella bandiera. Ringraziamo di tutto cuore le forze dell’ordine per aver agito con tale rapidità. La loro prontezza è un segnale importante e un messaggio chiaro: certi atti non devono essere tollerati. Ci riserviamo inoltre di adire a vie legali contro tutti quelli che usano e useranno il nome della Brigata Ebraica per accostarlo a questo atto vergognoso. La violenza non ha mai fatto parte dei nostri valori e non li rappresenterà mai“, aggiunge Romano.

FIANO: “CHI SPARA È UN CRIMINALE, EPISODIO CHE ADDOLORA”

“Per prima cosa vogliamo ringraziare le Forze dell’Ordine per essere riuscite ad individuare con così grande professionalità e rapidità il presunto autore degli spari con pistola ad aria compressa contro militanti dell’ANPI al corteo di Roma”. Lo ha dichiarato Emanuele Fiano, Presidente di Sinistra per Israele Due Popoli Due Stati.
“In secondo luogo chi spara, anche se con un arma ad aria compressa, contro dei manifestanti nel giorno in cui si festeggia la liberazione del paese dal nazifascismo è un criminale, qualunque sia la sua appartenenza o le sue motivazioni. Nessuna violenza è ammissibile, ancora più grave se chi la commette dichiara di agire in nome di un’esperienza di partecipazione straordinaria della Brigata Ebraica alla guerra di liberazione. Quello che leggiamo in questi primi minuti- conclude Fiano- ci addolora e ci preoccupa profondamente. La nostra condanna per quanto accaduto, a prescindere dall’identità del fermato, è totale”.

Fonte Agenzia Dire www.dire.it di Marcella Piretti

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