Caltanissetta si sveglia con una notizia che ha il sapore amaro dell’ennesimo schiaffo alla coesione territoriale.
Sfogliando La Sicilia di oggi ci ha colpito un articolo dove si legge che l’ASP di Caltanissetta e il Comune di Gela hanno siglato un accordo con l’Università Kore di Enna per avviare, già dal prossimo anno accademico, il corso di laurea in Infermieristica a Gela.
Giusto chiarire che nulla è contro Gela, ma è sicuramente una mossa che se da una parte promette tirocinanti nei reparti dell’ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela, dall’altra si rischia una diminuzione del numero degli studenti a Caltanissetta.
Una soluzione che comunque la si veda politicamente rappresenta il fallimento della visione “provinciale” tanto sbandierata dai vertici nisseni,
Il dato che balza agli occhi è l’immobilismo dell’avv. Walter Tesauro. In una sorta di schizofrenia istituzionale, Tesauro ricopre oggi il ruolo di Sindaco di Caltanissetta e Presidente del Libero Consorzio, risultando quindi “doppiamente socio” di quel Consorzio Universitario che lui stesso ha presieduto fino a ieri. Consorzio di cui sono soci, oltre al Comune e al Libero dei Comune di Caltanissetta (ex Provincia), la Camera di Commercio, l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) e il Cefpas.
Proprio pochi giorni fa, lo ricorderemo tutti, il Tesauro-Sindaco ha “bacchettato” pubblicamente il suo successore al Consorzio, l’ing. Tumminelli, lamentando una “lenta gestione delle attività” e la mancanza di azioni concrete.
Una critica al vetriolo che ha puntato il dito su progetti bloccati, dalla gestione dei locali di via Real Maestranza alla cronica assenza di una mensa universitaria degna di questo nome.
Il Consorzio al momento non ha replicato all’attacco, ma se lui è immobile, dov’era il Tesauro Presidente della Provincia mentre Gela volgeva lo sguardo verso Enna?
Il corso di Infermieristica a Caltanissetta, targato UniPa esiste già con successo.
Sarebbe stato logico, naturale e politicamente doveroso lavorare per portare quel corso anche Gela.
Invece, Gela sceglie la Kore, confermando un accordo con Enna già consolidato con Ingegneria Ambientale.
Questa scelta non è solo un’operazione accademica, è un atto di sfiducia verso la provincia contrastando con l’idea di coesione e scava un solco ancora più profondo tra le due città principali della provincia, una ferita mai rimarginata e riaperta già aperta elezioni del Libero Consorzio dello scorso anno.
Viene da chiedersi a questo punto, a cosa serve il Libero Consorzio dei Comuni se non riesce a coordinare nemmeno le politiche della formazione superiore?
Se l’ente non è capace di mettere in rete risorse umane e infrastrutture, la sua funzione sociale decade.
Mentre Tesauro attacca il Consorzio Universitario con comunicati aggressivi che come detto, sono rimasti senza risposta, il territorio si frammenta in vari pezzi.
Da un lato abbiamo la polemica sterile e il “tiro al bersaglio” interno tra un ex e l’attuali presidente, dall’altro abbiamo una fuga verso Enna, che svuota di significato il concetto stesso di provincia nissena.
Nonostante l’amministrazione comunale sbandieri la necessità di garantire sicurezza e servizi agli studenti, di incrementare corsi locali, come l’acquisto della ex Banca d’Italia, la realtà dei fatti narra di una gestione burocratica asfittica.
Caltanissetta si avvita su se stessa tra locali chiusi e mense inesistenti, mentre i “cugini” gelesi trovano soluzioni e alternative altrove.
L’Università, lo scriviamo da anni, potrebbe e dovrebbe essere, insieme al sogno dell’ospedale universitario, ormai non usiamo più la parola Policlinico, il volano dello sviluppo e della coesione territoriale.
Ma per farlo servirebbe una visione che vada oltre i limiti campanilistici e le beghe interne ai palazzi della politica.
Al momento, l’unica cosa concreta sembrano essere le polemiche.
Ma con solo con le polemiche la città non cresce e gli studenti rischiano semmai di diminuire, non costruendo futuro per i giovani né sviluppo economico.
Ma lo si vuole davvero questo rilancio, o è solo una recita per discolparsi e scaricare ad altri responsabilità anche proprie? Ad Maiora
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